Internet supera la tv/ Gli adolescenti passano più tempo sul web che davanti al piccolo schermo. Facebook e YouTube i più cliccati
Internet supera la televisione tra gli adolescenti: quelli che passano sul web più di 3 ore al giorno (17,2%) superano infatti per la prima volta quelli che passano più di 3 ore al giorno davanti al piccolo schermo (15,3%), dato in calo rispetto allo scorso anno quando la percentuale dei ragazzi che guardava la tv più di tre ore al giorno era pari al 22%. E' il quadro emerso dall'edizione 2010 dell'indagine "Abitudini e Stili di vita degli adolescenti" della Società Italiana di Pediatria.
Ed è Facebook il protagonista indiscusso del web: oltre il 67% degli adolescenti ha un profilo sul social network, con un incremento di circa il 35% rispetto allo scorso anno. Nel 2009 aveva infatti il profilo "solo" il 50% e nel 2008 era una esigua minoranza. Ancora una volta le donne navigatrici superano i loro coetanei maschi (68,7 contro 65,8%). Il fascino di Facebook scalza anche l'utilizzo di messenger e la creazione di blog: solo il 17% dichiara di avere un proprio blog, percentuale che nel 2009 era pari al 41,2%, il che sembra connotare la moda del blog personale come passeggera. Frequentare YouTube e chattare sono di gran lunga le attività principali per le quali gli adolescenti si collegano in internet e perde sempre più terreno la "ricerca di informazioni" per studio. Si conferma la tendenza, da parte degli adolescenti, ad un uso sempre più "privato" di tv e internet: oltre metà ha tv e computer nella propria camera da letto, circa uno su due guarda la tv e oltre il 20% naviga in Internet la sera tardi prima di andare a dormire. Oltre l'80% (con una nettissima prevalenza dei maschi) gioca ai videogiochi.
Ma crescono i comportamenti a rischio: oltre il 16% (contro il 12,8% del 2009) dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a uno sconosciuto, e il 24,6% (contro il 20,7% del 2009) non ha esitato a inviare una sua foto. Ma è nel Mezzogiorno che il fenomeno assume proporzioni maggiori, dove quasi un adolescente su tre dichiara di aver dato informazioni personali a sconosciuti. Nella stragrande maggioranza dei casi questi "sconosciuti" sono altri adolescenti, ma non sono rari i casi in cui l'interlocutore sconosciuto sia un adulto. "Un superamento ambiguo", commenta il presidente Sip Alberto Ugazio. "Di per sè è un fatto positivo perché internet è una straordinaria finestra sul mondo, con un enorme potenziale di arricchimento culturale e di crescita, soprattutto se rapportato a ciò che oggi propone la televisione. Ma tutto dipende da come si usa. Se il web viene usato prevalentemente per chattare, per sostituire ai rapporti reali una comunicazione virtuale, se aumentano sul web i comportamenti potenzialmente a rischio, allora sorge qualche dubbio su questo sorpasso. Che inevitabilmente chiama in causa la famiglia".



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