Il privé del web/ Il piano Google-Verizon per la "net neutrality"? Pone le basi per la creazione di una "internet per ricchi"
Pioggia di critiche sul piano per la "net neutrality" presentato da Google e Verizon. Molti, in particolare, affermano che il progetto mira a creare due internet: una pubblica, accessibile attraverso le linee fisse, e una privata con accesso wireless.
Il documento stabilisce infatti che le regole, proposte dallo stesso piano a tutela della neutralità della rete, non valgono per l'internet mobile, per la natura ancora embrionale del mercato banda larga wireless: gli operatori mobili sarebbero vincolati solo alla trasparenza, potendo così discriminare determinati contenuti o applicazioni (come la telefonia via internet o il peer to peer) a patto di informarne gli utenti.
Non solo: il progetto Google-Verizon prevede che gli operatori possano offrire servizi online aggiuntivi, non accessibili dall'internet pubblica, come ad esempio - si ipotizza nel documento - "servizi di assistenza sanitaria e per l'istruzione, smart grid, nuove applicazioni per il gaming e l'intrattenimento". Questo porrebbe le basi per la creazione di una rete "privata" con risorse specifiche e qualità garantita.
Certo, i due colossi Usa assicurano che questi servizi saranno ben distinti da quelli tradizionali dell'internet pubblica, ma molti temono che si tratti di un escamotage per aggirare le norme sulla neutralità della rete. E alcune associazioni, da Open Internet Coalition a Free Press, parlano di una "internet per ricchi", con servizi costosi e non accessibili a tutti.



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