Internet e libertà, tutti (o quasi) contro l'Agcom
La "Notte per la Rete", la manifestazione tenutasi a Roma contro la delibera dell'Agcom sul diritto d'autore, ha scatenato e sta scatenando un dibattito in Rete, con decine e decine di blogger schierati contro il provvedimento che l'authority intende varare a breve.
In base alla bozza della delibera, se il titolare dei diritti su un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (non importa se testata giornalistica o no, o se a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, "se la richiesta apparisse fondata", avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe rivolgersi all'Authority che "effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni", comunicandone l'avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. In caso di esito negativo, l'Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, "in casi estremi e previo contraddittorio", è prevista "l’inibizione del nome del sito web, ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia".
Qui il link del sito Agoradiditale.org, che coordina le iniziative di protesta contro il provvedimento e riporta numerosi approfondimenti in materia. Noi pubblichiamo due interventi autorevoli, uno avverso e uno favorevole alla possibile delibera dell'Agcom. E tu che cosa ne pensi? Partecipa al forum.
di Antonio Di Pietro
presidente Idv
C'è un pericolo serio: vogliono mettere il bavaglio alla Rete e noi non lo permetteremo. Sul web il giudice vero è il cittadino che deve avere a disposizione tutte le opinioni e deve conoscere tutte le informazioni per poi farsi un'idea.
E' una questione di democrazia. Credo che la Rete, che è l'ultimo baluardo in difesa della libertà d'informazione, non possa essere fermata. Occorre vigilare perché il regime al tramonto è ancora più pericoloso.
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di Enzo Mazza
presidente Fimi
L'Agcom punta a inibire le piattaforme web palesemente pirata; non i blog, i forum, i motori di ricerca o i siti personali. Il blocco dei siti illegali non è censura; il problema non è la chiusura di un blog, ma sono i siti transnazionali i cui titolari incassano ingenti somme tramite pubblciità spesso su conti correnti off-shore.
Da noi il dibattito è di basso profilo. E' stato liquidato a un livello politico che vede nel provvedimento che fissa strumenti di tutela dei diritti degli autori nelle reti digitali uno strumento per limitare la libertà della rete. Questo dibattito che dice internet è libero, la tv condizionata, ora bloccano anche internet come è stata bloccata la tv, non ci sta bene.



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