Internet 2011/ Il "guru" Marco Zamperini ad Affari: "Web per tutti, nel 2011 inizieremo a pensare a banda larga"
di Stefano Fossati
![]() Marco Zamperini |
Gli smartphone e i tablet
“Nel 2011 sarà sempre meno netta la distinzione fra smartphone e telefoni cellulari ‘normali’. Già per questo Natale Vodafone ha messo in commercio l’Ideos, uno smartphone Android completo e funzionale, al prezzo di lancio di soli 99 euro. Ed è solo il primo di una serie di smartphone a basso costo, che nel 2011 saranno affiancati dai tablet a basso costo, anch’essi in molti casi basati su Android. La rivoluzione copernicana introdotta da Apple con l’iPad, del resto, è stata l’introduzione sul mercato di un tablet con il sistema operativo di un telefono (l’iOs, lo stesso dell’iPhone, ndr) e non di un pc. Scelta azzeccatissima. Non a caso, anche Microsoft sta pensando a una versione di Windows Phone destinata ai tablet, dopo i tentativi poco riusciti di realizzare dispositivi basati su Windows 7, sistema operativo che va benissimo sui pc ma mostra molti limiti a livello di interfaccia utente su device touch”.
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Internet sempre più mobile
“La fruizione di contenuti online in mobilità è legata anche ai piani tariffari sempre più favorevoli. Un punto chiave è la novità introdotta da Vodafone a novembre sulla tariffazione dati: finalmente si scardina il concetto in base al quale se sfori i megabyte o i minuti a tua disposizione - giornalmente, settimanalmente o mensilmente – dovrai pagare costi aggiuntivi elevati. Vodafone, ora, in caso di ‘sforamento’ ti penalizza abbassando la velocità di navigazione, avvisandoti e dandoti la possibilità di passare immediatamente a un piano superiore. Questo, unitamente alla liberalizzazione del wi-fi promessa dal decreto ‘milleproroghe’, consente un uso più ‘sereno’ della connettività in mobilità, come quando per la navigazione da fisso si passò dalla tariffazione a tempo all’Adsl flat: quindi spazio ai contenuti in streaming anche sui dispositivi mobili, abbattendo il muro che separa internet dalla tv”.
La tv incontra i contenuti online 
Philips net tv
“Non ha più senso parlare di tv, pc e smartphone come se si trattasse di compartimenti stagni. Prendiamo ad esempio il CuboVision presentato da Telecom Italia: l’oggetto in sé non è così accattivante – è brutto e ingombrante – ma molto interessante è la sua piattaforma software. Che già oggi è un widget disponibile sui nuovi televisori connessi Samsung e presto diventerà anche application per iPhone e iPad. Questo dà un senso pratico a concetti che per il grande pubblico rischiano di rimanere astratti. Quando si legge che ‘il 2011 sarà l’anno del cloud computing’, ad esempio, significa che questa convergenza di sistemi operativi ci consentirà di condividere con altri utenti contenuti residenti su server online e fruibili indifferentemente da un computer, da un dispositivo mobile o sullo schermo del tv. Nulla di inedito, si intende, ma nel 2011 per la prima volta queste possibilità diventeranno di largo consumo, tanto da rendere superato il concetto di peer-to-peer. Se io, infatti, condivido con un amico in remoto i contenuti multimediali (musica, film, etc.) archiviati nella cloud e per i quali detengo regolarmente i diritti d’uso, è come se invitassi quell’amico a casa mia ad ascoltare i miei cd o a vedere un film: nessuno scarica quei contenuti, semplicemente concedo a qualcuno i privilegi per usufruirne là dove si trovano. E questo, alla lunga, costringerà major e fornitori di contenuti a rivedere i loro modelli di business legati al diritto d’autore”.
Pensare in banda larga 
“Con la banda larga disponibile in maniera sempre più diffusa, anche i fornitori di servizi e contenuti dovranno iniziare a ‘pensare in banda larga’: inutile continuare a proporre sull’internet veloce i vecchi servizi narrowband. Google vinse a suo tempo perché, in un mondo a banda stretta, realizzò la migliore applicazione narrowband; oggi bisogna osare oltre, come hanno fatto quelli di Qwiki, un motore di ricerca pensato per l’uso in banda larga. Ovvio, non aspettiamoci che ‘uccida’ Google nel 2011, ma è il segnale che stiamo passando a una nuova epoca, che oggi si può fare qualcosa di diverso che incontri i gusti del pubblico: in un mondo broadband non ha più senso che, se cerco qualcosa su internet, mi ritrovi di fronte a decine di pagine zeppe di risultati. Stesso discorso nell’intrattenimento: il libro, ad esempio, è un oggetto ormai morente, anche nella sua versione elettronica (ebook) di cui tanto si parla in questi giorni. Portare i libri su tablet ed ereader dà vita a un mercato di sostituzione e non di espansione, si offre semplicemente agli utenti un’opportunità in più di leggere un prodotto che già c’era. Certo, quando vado in vacanza, anziché riempire il bagagliaio di volumi, mi porterò solo l’iPad con decine di ebook nella memoria, ma il prodotto sarà sempre quello. Un mercato di espansione si avrà quando si realizzerà una forma di intrattenimento multimediale a banda larga, adeguata ai dispositivi che oggi abbiamo in mano. Oggi si vede ancora poco in questo senso, se si eccettua qualche tentativo nel mondo dell’editoria per bambini. Credo comunque che nel 2011 queste nuove opportunità saranno sfruttate dal mondo dell’educational, i cui contenuti si rinnovano anno per anno, visti i ritmi dell’evoluzione tecnologica in ogni settore”.
L’informazione digitale
“Il New York Times ha realizzato una delle migliori applicazioni di giornale digitale per iPad: bravi, è fatta molto bene, ma si tratta comunque di qualcosa destinato a invecchiare presto. Va benissimo se si tratta di portare un 40-50enne dalla lettura del giornale di carta all’iPad, ma dobbiamo guardare avanti: i ragazzi oggi non sanno neanche cosa sia un giornale, per loro il fattore di forma al quale siamo abituati non ha alcun senso. Il che non significa, come dice qualcuno, che non ci sarà più bisogno di professionisti dell’informazione, anzi: la distinzione fra il giornalista e il blogger amatoriale sarà sempre più importante, dal momento che il solo fatto che io possa scrivere quello che voglio su qualsiasi piattaforma non fa automaticamente di me un esperto. A cambiare sarà la forma dell’informazione giornalistica: io immagino dei ‘flussi’ che, al pari di tanti altri flussi che mi raggiungono, io potrò variamente organizzare e disporre, magari anche a pagamento ma comunque in base alle mie esigenze. Così, anziché a tante application per ogni singolo giornale online, penso a un’unica app, personalizzabile a mio piacimento, per gestire i flussi di informazione che mi interessano. Non accadrà nel 2011, ma la tendenza sarà questa”.
Il 3D in televisione
“Di contenuti tridimensionali si parla da anni, ma ora siamo alla svolta. Dopo il successo di ‘Avatar’, che ha sdoganato il 3D al cinema, stanno arrivando gli apparecchi televisivi in grado di mostrare immagini tridimensionali. E i big ci stanno investendo. Non a caso Sky, quasi in sordina, ha lanciato nel Regno Unito un canale in 3D e in Italia ha trasmesso la prima partita di calcio in 3D. Anche Mediaset ha iniziato a sperimentare il 3D sui film, ma resto convinto che, come fu per la tv via satellite, sarà ancora il pallone la killer application per diffondere la nuova tecnologia fra il grande pubblico”.



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