Internet/ La Siae vuole tassare l'Adsl?
Di Elvira Pollina
Chi ha una connessione Adsl scarica contenuti protetti dal diritto d’autore. E quindi, è giusto che paghi un equo compenso alla Siae. In soldoni, è questo il ragionamento della collecting agency nostrana. Qualche giorno fa, la Siae ha chiesto l’impegno dei politici per porre fine all’ingiusto profitto che i provider di connessioni veloci traggono dal downloading di contenuti coperti dal diritto d’autore. 
Poco importa ricordare che il tanto osteggiato peer to peer altro non è che la condivisione di file senza fini di lucro da parte di utenti privati. Secondo la Siae, è proprio questa pratica che ha fatto crescere in Italia la domanda di Adsl. Insomma per la Siae se sul web non ci fossero contenuti scaricabili, gli italiani navigherebbero tutti col modem 56K. Ora è arrivato il momento di battere cassa, chiedendo ai provider un compenso per ogni linea adsl attivata. L’onere di questa richiesta ricadrebbe ovviamente sugli utenti di Internet, che vedrebbero così salire i costi per accedere alla Rete.
Dopo le polemiche suscitate dalla proposta, la Siae ha fatto sparire dal suo sito internet il comunicato in cui era contenuta la richiesta. Giorgio Assumma, presidente dell’ente preposto alla tutela del diritto d’autore in Italia, in un’intervista concessa a Punto Informatico, si è affrettato a smentire, dicendo che si tratta di un’idea che circola in certi ambienti del cinema, e niente di più. Sarà, ma le passate dichiarazioni di Assumma però non fanno stare tranquilli, dato che ha sostenuto con forza l’introduzione di una tassa sui cd e dvd vergini ( a prescindere dall’uso che ne viene fatto) e non ha escluso l’ipotesi dell’introduzione di un balzello per chiavette usb e hard-disk, supporti in grado di ospitare file scaricati illegalmente dalla Rete. Posizioni ribadite lo scorso 30 ottobre nel corso del convegno Attualità del diritto d’autore tra analogico e digitale, tenutosi al Festival Internazionale del Film di Roma.
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Insomma, alla sfida lanciata da Internet e dalla tecnologia per quanto riguarda la diffusione di contenuti multimediali, la Siae vorrebbe rispondere non con una riforma del diritto d’autore, invocata da più parti, ma con l’introduzione di una tassa indiscriminata che ricadrebbe sui tutti i possessori di linee Adsl. La maggioranza di governo per ora non ha una posizione ufficiale ma si divide tra il permissivismo del ministro degli Interni, Roberto Maroni, che ha fatto outing dichiarandosi uno “scaricatore”, e il proibizionismo dell’onorevole Luca Barbareschi, che ha più volte dichiarato guerra agli scrocconi del Web. Restiamo in attesa di sapere se l’Italia è un Paese degno di viaggiare in fibra ottica o merita di muoversi alla velocità di un modem 56K.



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