Internet/ Pinko apre all'e-commerce, ma anche le altre griffe puntano sul web
La griffe Pinko punta all’e-commerce. Da qualche mese ha contattato i più noti art director e i migliori web-master per rinnovare il negozio online. "Sarà un autunno pieno di novità. Abbiamo un’idea molto interessante per un modo nuovo di fare shopping online", preannuncia il fondatore della Cris Conf spa, Pietro Negra, proprietario del marchio preferito da Naomi Campbell, sua testimonial per tre stagioni. L’azienda di Fidenza, alle porte di Parma, è stata la prima tra i grandi nomi della moda a credere nella rete. Da due anni ha aperto il sito Shoppinko.it, terzo canale commerciale dopo boutiques e outlets, settori in cui la griffe è presente con punti vendita monomarca. La sua scelta non è la più facile, né la più diffusa.
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Altri, anche grandi, hanno preferito non rischiare in proprio. Marni si è affidata a Yoox, ed ora anche Armani ha aderito allo stesso portale per proporre on-line le sue collezioni. Ma si tratta sempre di "negozi" essenziali, come impone la grafica della rete. E che forse non piacciono alla shopper alcoholic, abituata a possedere l’ultima novità di tutto. Qualcuno ha parlato di impulso compulsivo, una nevrosi da curare sul lettino dell’analista piuttosto che tra gli stendini dei capi. I maschi hanno al solito semplificato il pensiero femminile. In tutto il bla-bla si era trascurato l’edonismo della cliente: compra tanto, molto più di ciò che le occorre, ma l’occhio cade su oggetti belli, in un ambiente confortevole, mica sui mercatini. Perciò lo shopping di moda online non è mai stato un business. Per ora. Nel tentativo di saperne di più, la griffe Patrizia Pepe ha avviato un’indagine di marketing tra le clienti. Tra le domande, quella sull’allestimento della vetrina fisica del negozio: quanto conta? Oggi la visual decide cosa esporre e come: pochi capi, scelti in base agli accostamenti del peso dei tessuti, colore, e quel "quid" che solo lei ha in mente. Ebbene, alle acquirenti la vetrina non interessa. Ma chiedono più scelta all’interno del negozio.
Ora Pinko rilancia in grande stile. Sulla base di una buona tradizione, ma con ambizioni molto più «spinte». Sul sito sinora venivano proposti oltre duecento prodotti, divisi per sezioni: abbigliamento, accessori, le famose borse logate Pinko "cult" anche al di là dell’Oceano. Ma ciò che faceva la differenza era la possibilità di parlare con la brava Esmeralda, nome in codice del call-center, che sapeva consigliare le clienti pur senza averle davanti a sé. Non il solito carrello da riempire, ma una personal shopper a distanza. E così sono nate anche amicizie telefoniche.
Dei dettagli del nuovo progetto l’azienda non vuole parlare. S’intuisce che sarà rivoluzionario, grazie alla tecnologia. Forse la possibilità di indossare sul web il capo prescelto? "E’ un progetto impegnativo, su cui stiamo lavorando molto – taglia corto Pietro Negra -. Posso solo dire che la cliente Pinko potrà acquistare da casa i capi più pregiati della collezione di stagione". Quelli che nei negozi sono subito esauriti. Colpa di giapponesi prima, e russe dopo. Che invidia vederle uscire con quattro, sei, sacchetti gonfi di acquisti. E scoprire che la tua taglia del nuovo cappotto must dell’inverno è esaurita. In piena estate! Una minaccia letale per la shopper alcoholic ritardaria. Niente paura. Ci sarà Pinko a salvarla online.
Paola Cavallero



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