Internet, no alla "norma bavaglio"/ Bocciato l'emendamento di Fava alla Legge comunitaria. Ma il deputato leghista non si arrende: "Vado avanti, troverò un'altra soluzione"
Gianni Fava"Non mi fermo qui, vado avanti. Da qui a fine legislatura mi riprometto di trovare una soluzione". Gianni Fava, deputato leghista "padre" della norma che si proponeva di "imbavagliare" il web, non si arrende dopo la bocciatura della Camera dei Deputati alla sua proposta che prevedeva che un "qualunque soggetto interessato", e non più solo le autorità competenti, avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite.
"Mi sono limitato a trasferire in un provvedimento una sentenza del Consiglio europeo", si difende l'ineffabile deputato leghista; "C'è un problema di contraffazione", assicura, ricordando di essere a capo della Commissione inerente e di aver toccato con mano il problema, "che vale miliardi di euro l'anno". Il suo emendamento, poi, "era stato riformulato", incassando - dice - "il parere positivo del governo e del relatore. Si poteva salvaguardare il principio, senza ricorrere alla formula soppressiva. Ma quando un legislatore non ha coraggio... Io, comunque, di certo non mi fermo qui", assicura.


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