Internet/ Cerchi Eugenio Scalfari e trovi una bellissima pin-up. Misteri della Rete
di Gabriele Mastellarini
![]() Se cerchi Eugenio Scalfari ecco cosa trovi... |
Tutti dobbiamo prenderne atto. Più siamo “posizionati” meglio, più riusciremo ad ottenere contatti e a guadagnare in termini di notorietà e denaro. Conosco imprenditori che arrivano a pagare migliaia e migliaia di euro per piazzarsi sulle prime pagine di Google con determinate chiavi di ricerca.
Faccio un esempio. La settimana scorsa dovevo recupeare dei file di un vecchio hard disk che non si apriva più. Vado su google e digito “recupero dati” oppure “recovery” e scopro il signor Marco Paoli di Roma e la sua azienda. Immediatamente lo contatto e, in pochi giorni, ho risolto il problema (il servizio è ovviamente a pagamento). In altri tempi avrei aperto le pagine gialle, ma oggi non so più cosa siano.
Ciò significa che se io vendessi penne biro, aumenterei il fatturato in maniera proporzionale al mio posizionamento su Google alla chiave di ricerca “penne biro”.
Lo stesso può applicarsi per gli articoli di un blog o di un giornale. Più vengono stanati da Google, più avranno visibilità. Altro esempio: se andate sul motore di ricerca più cliccato al mondo e scrivete “bavaglio travaglio”, magari per sapere qualcosa in più sul nuovo saggio “Il Bavaglio”, nella prima pagina risultante, vi imbatterete in un articolo di questo blogiornale nel quale si dice pressappoco “il libro Bavaglio di Travaglio io non lo compro”. Un’ottima pubblicità per il blog che si piazza ai primi posti su oltre cinquantamila articoli. Di certo una pessima pubblicità per l’autore de ”Il Bavaglio” che, a sua volta, non può neanche intervenire per far scivolare l’articolo verso posizioni più arretrate.
Ci sono però alcuni misteri, per me irrisolti. Spesso, facendo una ricerca su un determinato tema escono fuori, ben posizionate, delle cose nient’affatto attinenti con la materia voluta. Ad esempio, se andate su google.it immagini e chiedete una foto di “Scalfari” vi apparirà al secondo posto la foto sopra. A una prima vista, mi è sembrata decisamente più accattivante del buon “Barbapapà”, ma non ha nulla a che fare con il fondatore di “Repubblica” e cofondatore de “L’espresso”.
Misteri della Rete.



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