Internet batte la crisi/ Dopo il "lunedì nero" 29 settembre, gli utenti si sono rivolti al web per news e shopping
La Rete batte la crisi: il report Digital Finance di Nielsen Online e CommStrategy evidenzia come lo shock economico-finanziario che si è verificato il 29 settembre, il famoso "lunedì nero" che ha bruciato in poco tempo enormi capitali in Borsa con l’abbassamento repentino dei tassi, è evidente nell’uso del web: in ottobre c’è una particolare dinamicità del consumo online in tutta Europa, non solo nel Finance e nelle News (economiche e non), ma anche nell’e-commerce, categoria affine per le resistenze relative alla sicurezza.
In Italia, più di un utente internet su due consulta siti bancari, di informazione finanziaria e di credito al consumo, cioè 11,4 milioni di utenti. Con una caratteristica che rispecchia la struttura del settore dopo gli anni di acquisizioni e aggregazioni, cioè l’elevata concentrazione del mercato: infatti oltre la metà di coloro che usano e-finance è nel bacino di gravitazione dei primi cinque grandi gruppi bancari (cioè 6 milioni di utenti) e il 16% del solo Gruppo UniCredit, che proprio in ottobre è stato al centro delle vicende legate allo shock economico-finanziario.
Il trend si sposta verso il basso in concomitanza con il weekend e nella seconda parte del mese, quando l’andamento della borsa aveva superato i momenti di maggiore turbolenza. Nel complesso un utente su tre nel mese ha usato internet per il banking, cioè 7,4 milioni di individui, trascorrendo in media quasi un’ora ed effettuando circa due visite a settimana; due terzi di e-banker si sono informati entrando sulle aree riservate alla clientela e in larga parte in modo ricorrente. Sulle aree riservate 3,7 milioni di individui hanno controllato lo stato del proprio conto e tra questi 1 milione ha valorizzato il proprio portafoglio (cioè il 33% degli shareholder secondo i dati diffusi da Borsa Italiana); 2,4 milioni di persone hanno movimentato il conto (cioè il 20% di titolari di conti abilitati online secondo Abi), oltre la metà effettuando bonifici (più un’altra operazione in media tra ricariche, pagamento tasse o bollettini).



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