Comunicazioni online/ Gli italiani amano l'instant messaging. Ma i nuovi fenomeni sono social network e messenger sul cellulare
Il 72% degli italiani usa i programmi di instant messaging dal computer, il 53% è personalmente registrato ad almeno un sito di social network, il 5% utilizza l’instant messaging dal cellulare. Sono alcuni dati emersi dalla nuova edizione dell’Osservatorio sull’Instant Messaging, realizzato da Nextplora e Microsoft Italia, che evidenzia come il fenomeno dell’Instant Messaging (IM) continui a diffondersi fra gli utenti di internet, sfruttando le nuove possibilità offerte dalla telefonia mobile e il crescente interesse per la socialità, come dimostrato dal boom dei Social Network (SN) in Italia.
Le interviste realizzate su un campione di 1.671 persone (rappresentative della popolazione internet con età maggiore a 16 anni) hanno dimostrato che IM (da pc o da cellulare) e social network possono essere considerati complementari, venendo incontro a esigenze diverse dell’utente.
Il fenomeno instant messaging
Il 72% della popolazione attiva su internet usa (alcuni “spesso” alcuni “qualche volta” nell’arco di un mese) un programma di IM: in pratica 3/4 degli italiani comunicano con amici, parenti e colleghi utilizzando la messaggistica istantanea. Un risultato importante, se si considera che i SN si fermano al 53%, nonostante un’enorme crescita della loro notorietà (il 66% sostiene di averne visitato almeno uno).
La fascia d’età fra i 16 e i 24 anni si conferma la più assidua utilizzatrice del servizio: il 79% dei maschi (+6 punti percentuali rispetto alla prima edizione) e il 71% delle femmine (+3 punti percentuali) ha sostenuto di farne uso abitualmente e, fra essi, ben l’88% dei ragazzi e il 93% delle ragazze ammette di utilizzarli quasi tutti i giorni. Non solo: il 91% dei maschi utilizzatori del servizio accede più volte nello stesso giorno, contro un 79% delle donne.
L’indagine ha stabilito che, mediamente, ciascun utente ha 50 contatti nella propria buddy list: un numero che varia molto rispetto alla fascia d’età considerata. Se, infatti, i contatti di un maschio tra i 16 e i 24 sfondano quota 110, il numero si riduce al crescere dell’età, arrivando fino a 26 per le persone oltre i 45 anni. Analizzando più in profondità i dati, però, si evince una differenza “qualitativa” rispetto al rapporto con i propri contatti, legato al crescere dell’età. I più giovani sono portati ad includere tutti i possibili contatti, anche se in seguito saranno utilizzati poco, mentre gli utenti più adulti si dimostrano molto più selettivi e includono solo i contatti con cui sanno già di instaurare una conversazione più frequente: questo porta i primi a raggiungere una media del 29% di contatti effettivamente usati contro un ben più ampio 43% delle fasce più adulte.
Per sua natura l’IM esprime la massima funzionalità con persone, amici e parenti prossimi, interlocutori privelgiati secondo il 76% del campione: oltre due terzi degli intervistati utilizza l’IM per conversare con chi già conosce bene, magari sostituendolo al telefono o ad altri strumenti come gli sms.
Esistono comunque delle differenze nelle finalità che spingono uomini e donne al suo utilizzo e nella tipologia degli interlocutori che gli utenti scelgono di avere, profondamente diversi al crescere dell’età.
Nella fascia di età 16-24 le differenze fra interlocutori degli utenti maschi e femmine sono limitate, essendo circoscritti alle loro frequentazioni abituali a scuola o nel proprio gruppo di amici prossimi: in questo caso l’IM sostituisce telefonate e SMS, percepiti come meno “immediati” e più costosi.
Per i maschi tra i 35 e i 44 anni, la messaggistica istantanea assume una valenza completamente diversa: il focus si sposta sulla possibilità di contattare persone che è difficile incontrare, come vecchi amici di scuola, compagni d’avventura durante le vacanze o conoscenze nate sul web. L’IM diventa il mezzo ideale per mantenere i contatti, anche se a lunga distanza.
Per le donne oltre i 45 anni, l’IM diventa lo strumento per mantenersi in contatto con il proprio nucleo familiare: che siano figli studenti in una città lontana o cugini e zii dall’altra parte del mondo, la messaggistica istantanea aiuta a mantenere vivo il contatto, magari scambiandosi le foto dei bimbi appena arrivati.
Accanto all’utilizzo domestico, la ricerca evidenzia il consolidamento della presenza dell’IM nel proprio ambiente di lavoro, in decisa e rapida crescita: il 37% del campione utilizza la messaggistica istantanea dal luogo in cui si svolge la propria attività lavorativa, in crescita rispetto alla prima edizione dell’Osservatorio (luglio 2008) di ben 9 punti percentuali.
Le potenzialità dell’IM sul lavoro sono ampiamente riconosciute dagli utenti: al secondo posto tra gli interlocutori, subito dopo gli amici prossimi, si trovano proprio i colleghi o i compagni di scuola, e il 40% del campione ha sostenuto di utilizzarlo per “comunicare qualcosa di urgente”, il 31% (che sale al 55% tra i maschi tra i 16 e i 24 anni) per “fissare degli appuntamenti”, il 27% (36% dei maschi tra i 25 e 34 anni) “per parlare di lavoro”. L’IM è diventato a tutti gli effetti uno strumento utile per la propria attività.
Infine, l’indagine rivela l’awareness e l’utilizzo dei vari strumenti sul mercato, in cui Windows Live Messenger si conferma al vertice della notorietà (85% del campione), incrementando di un punto la percentuale del primo Osservatorio, e dell’utilizzo (71%): il servizio di IM di Microsoft, con 13,8 milioni di utenti (Nielsen Online, ottobre 2008), si conferma leader con una quota di mercato dell’85 %, davanti di molte lunghezze ai servizi analoghi.
La nuova frontiera dell’instant messaging è mobile
Il fenomeno più importante degli ultimi mesi è sicuramente rappresentato dall’utilizzo, sempre più intensivo, degli strumenti di IM dal proprio telefono cellulare. L’indagine rivela che ben il 5% degli utenti attivi di Internet, circa 3 milioni di persone, li utilizza,. Il dato è lontano dal 94% che utilizza gli sms o dal 41% che invia mms ma mostra un enorme potenziale di crescita se si considera che il 59% del campione lo adotterebbe sicuramente, se solo costasse di meno.
La presenza del servizio di IM si dimostra una discriminante importante per chi deve acquistare un nuovo telefono o scegliere un piano tariffario: il 30% degli user di IM dal cellulare riferisce che il fatto di poter utilizzare questo servizio ha influito molto nella scelta dell’apparecchio telefonico, con punte del 38% fra i maschi tra i 25 e i 34 anni, per il 30% ha inciso molto nella scelta del piano tariffario, con al vertice il 43% dei ragazzi tra i 16 e i 24. L’IM incide molto dunque sulle decisioni di acquisto di quasi un terzo degli intervistati, confermandosi come killer application della fascia d’utenza più avanzata.
Il successo dell’IM via cellulare deriva dalla sua natura di strumento di comunicazione maggiormente sincrono rispetto ad altri strumenti come l’sms: vedere subito chi è online (59%), maggiore immediatezza (55%) e modernità (47%) incidono sulla positiva percezione dello strumento, ritenuto anche “più simpatico degli altri” dal 40% del campione e, in particolare, dal 56% delle donne: il 41% lo ha approcciato per la prima volta spinto dalla curiosità e dalla promessa di mantenersi in contatto con i propri amici abituali (52%), mentre 1/3 del campione ammette di non poter fare altrimenti, essendo spesso fuori casa. Ulteriori importantissimi driver provengono dall’operatore di telefonia mobile che, grazie ad offerte promozionali, ha convinto quasi il 20% del campione, specialmente di sesso femminile (29%).
Anche nell’ambito del mobile Windows Live Messenger si conferma al vertice, guadagnando il 33% delle preferenze, subito seguito dal servizio dell’operatore telefonico con il 18%: importante sottolineare che il 52% di chi usa l’IM dal proprio cellulare lo ha personalmente scaricato e installato, percentuale che sale al 60% fra gli utilizzatori di Windows Live Messenger, segno che la “fedeltà” al servizio utilizzato da pc è molto alta.



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