Incontro Lei-Berlusconi, si riapre il caso Minzolini
Augusto MinzoliniIl capitolo si riapre, anche durante le feste di Natale. Nuovo incontro tra il dg Rai Lorenza Lei e l'ex premier Silvio Berlusconi. Motivo di discussione la posizione di Augusto Minzolini. Forse un sondaggio sul pensiero del Cav sulla rimozione di quello che veniva considerato un suo "fedelissimo" e la possima nomina di un nuovo direttore a fine gennaio dopo l'interim di Alberto Maccari.
Il tutto mentre la Corte di Cassazione sembra sottrarre l'argomento giuridico con cui la Lei ha ottenuto dal cda l'allontanamento di Minzolini dalla guida del Tg1. La Cassazione ha sostenuto che "la Rai è una società per azioni per volontà del legislatore stesso e, seppure soggetta a una disciplina particolare per determinati aspetti ed a determinati fini, riguardanti anche la giurisdizione, chiaramente dettata da interessi di natura pubblica, per tutto quanto non diversamente previsto non può che essere regolata secondo il regime generale delle società per azioni".
Secondo la Cassazione non è il tribunale amministrativo regionale il luogo per affrontare certe vertenze perché la Rai "non è in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni". Assunto che contraddice la base giuridica dalla quale Lorenza Lei è partita per la rimozione di Minzolini, la legge 97 del 2001 sui dipendenti di "amministrazioni o enti pubblici ovvero enti a prevalente partecipazione pubblica" che, rinviati a giudizio per peculato, devono essere allontanati dall'incarico nel quale avrebbero commesso il fatto. Il centrodestra è in fermento. Il consigliere di amministrazione Antonio Verro, Pdl, chiede l'immediato reintegro di Minzolini: "Venendo meno il presupposto giuridico che aveva portato al trasferimento del direttore, mi aspetto quindi che già nel prossimo Consiglio il direttore generale porti una proposta per sanare la questione e riaffidare la direzione del Tg1 ad Augusto Minzolini".
Minzolini promette battaglia: "Potrei anche tornare a dirigere il Tg1. È stata applicata nei miei confronti una legge propria per i dipendenti pubblici che mi sospende e mi dovrebbe mandare a ricoprire un ruolo equivalente, ma la Rai è una società per azioni, lo ha ricordato anche la Corte di Cassazione".
LEGALI,SENTENZA CASSAZIONE NON CAMBIA NULLA SU MINZOLINI - "In riferimento alle notizie relative alla sentenza della Cassazione, Sezioni Unite civili, n. 28329 del 22 dicembre 2011, di accoglimento del ricorso di Rai, la stessa Rai precisa in una nota - attraverso i propri legali, Avv. Maurizio Bellacosa e Avv. Maurizio Santori - che la affermazione sulla natura di società per azioni di Rai non incide sulla applicabilità della legge n. 97 del 2001. Quest'ultima prevede infatti il trasferimento o la messa a disposizione del soggetto rinviato a giudizio per alcuni reati (ivi compreso il peculato) riferendosi non solo ai pubblici impiegati, ma anche ai dipendenti di enti a prevalente partecipazione pubblica, tra i quali va certamente ricompresa la Rai".
Così gli avvocati di Viale Mazzini intervengono sul dibattito aperto dall'ipotesi che la sentenza della Cassazione potesse aprire la strada ad un ritorno di Augusto Minzolini alla direzione del Tg1 in quanto la legge applicata per il suo trasferimento non sarebbe stata idonea. "D'altronde - proseguono gli avvocati -, la stessa sentenza della Cassazione - richiamando le precedenti pronunce a Sezioni Unite del 2008 e del 2009 sulla assimilabilità di Rai ad un ente pubblico - riconosce che la Rai è 'regolata secondo il regime generale delle società per azionì, ma, al tempo stesso, è 'soggetta ad una disciplina particolare per determinati aspetti ed a determinati fini, riguardanti anche la giurisdizione, chiaramente dettata da interessi di natura pubblicà".


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