'Parla con me' a rischio e la Dandini precisa: "Non è un problema di soldi"

Venerdì, 9 settembre 2011 - 13:16:00

serena dandini

“Non è un problema di soldi, non c’é mai stato. La Rai sta decidendo da mesi se avvalersi della nostra collaborazione”. Serena Dandini interviene sul futuro del suo programma, ‘Parla con me’, che sarebbe dovuto andare in onda il 27 settembre su Raitre, e dell’ipotesi di un suo passaggio a La7. “Si  è fatta una certa. Di sicuro si è spostata - di un mese la messa in onda”. Poi ha aggiunto: “Con i problemi che ci sono nel Paese questa cosa sta diventando una telenovela, che spero non cada nel ridicolo. Io non ho capito nulla ma sono tranquilla. Siamo un gruppo affiatato, ci stiamo inventando delle cose. E’ un problema della Rai, non mio”. La Dandini ha anche ribadito: “Per fortuna ci sono altri luoghi dove andare”. Dichiarazioni rilasciate a margine dell'intervento della presentatrice al Festivaletterartura di Mantova, dove ha parlato del suo libro ‘Dai diamanti non nasce niente’ (Rizzoli). Alludendo a un suo futuro di scrittrice, ha concluso: “Non finisce qui, vedremo. Il pubblico del mio libro mi ha commosso profondamente”.

GLI SVILUPPI DEL CASO DANDINI - Il programma di Serena Dandini rimane bloccato per il nodo relativo alla sua produzione e rischia di non tornare sugli schermi di Raitre. Il tema è stato affrontato in Cda e, in Consiglio la divisione è stata netta tra la maggioranza - che ha sostenuto la linea del Dg Lorenza Lei sull’uso delle risorse interne per i programmi di proprietà Rai - e l’opposizione, che ha ribadito come fosse possibile superare lo scoglio della policy, policy che, è stato fatto notare, non è stata votata in Consiglio. Serena Dandini è una risorsa strategica ma non si può derogare alla policy aziendale che prevede l'uso di risorse interne per i programmi di proprietà Rai. Questa, la linea ribadita dal Dg Lorenza Lei. Una nuova battuta d’arresto che mette a rischio la partenza del programma, prevista per il 27 settembre, vista anche l’indisponibilità di Fandango, finora, di cedere la sua quota di contratti alla Rai. 

La Dandini commenta: "E meno male che sono altamente strategica per l'azienda. Mi hanno detto il primo agosto che avrei avuto risposte in 48 ore. Sono passati 40 giorni... La partenza del programma, prevista per il 27 settembre, è stata fatta saltare per inerzia... Mi sbaglierò ma non mi sembra che ci sia la volontà di fare il programma, lo dicessero e buonanotte".

E il Codacons plaude al vertice aziendale, in particolare al direttore generale Lorenza Lei, per come ha affrontato la vicenda ‘Parla con me’, e sollecita la conduttrice del programma, Serena Dandini, a non porre condizioni o ricorrere a “pesanti e onerose intermediazioni” se davvero ci tiene a lavorare con l’azienda di viale Mazzini. Al tempo stesso la Rai è invitata ad usare lo stesso atteggiamento, la stessa fermezza in fatto di policy aziendale con tutti gli altri, privilegiando le produzioni interne. In più, l’associazione di tutela dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi con l’associazione utenti radiotelevisivi sollecita la Corte dei Conti ad avviare le azioni di danno all’Erario a carico degli organi Rai che negli ultimi 5 anni hanno consentito di portare le produzioni fuori dall’azienda. In una nota il Codacons si chiede “cosa fa un personaggio appena diventa famoso in Rai? Per far lavorare chi vuole e guadagnare di piu’, anziche’ firmare un contratto come conduttore con l’azienda, si ‘inventa’ che la sua conduzione è un format originale (sic!), come fece la Annunziata e ancora fa Fazio con ‘Che tempo che fa’, e lo cede ad una societa’ esterna che poi lo rivende alla Rai e nello stesso tempo fa lavorare i 15 autori - molte volte autori solo sulla carta - che la Rai giustamente non ha potuto accettare perchè troppo onerosi. Come si è giustificato per anni di pagare a una società privata una trasmissione come ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata, in cui c’è solo lei seduta che intervista un politico o il personaggio di turno? O quella di Fazio, dove lui, pur con la sua bravura, non fa altro che far presentare libri, film o dischi a qualche illustre artista?”. Per Rienzi “questo assurdo sistema che finisce per gravare pesantemente e senza ragione alcuna sul bilancio Rai e quindi sul canone che gli utenti sono costretti poi a pagare, e’ una vera ruberia assurda, e per questo apprezziamo il tentativo del direttore generale Lorenza Lei di porvi fine”. Intanto la Corte dei Conti è stata investita dal Codacons e dall’Associazione degli Utenti Radiotelevisivi, attraverso un esposto, di indagare sui danni all’Erario prodotti dagli organi della tv di Stato che negli ultimi 5 anni hanno consentito che le produzioni televisive venissero portate fuori dall’azienda. “Anche noi del Codacons - aggiunge Rienzi - quando proponemmo una trasmissione per i consumatori a un direttore di rete ci sentimmo rispondere…che dovevamo trovare una produzione esterna per realizzarla! Ma cosa fanno allora questi direttori per le centinaia di migliaia di euro all’anno che costano all’Erario? Lo smistamento delle idee ai privati?”. Dopo la Dandini, per l’associazione è ora di riportare all’interno della Rai tutta una serie di trasmissioni che “incredibilmente” vengono pagate all’esterno, come “La Prova del cuoco”, “Verdetto Finale”, “Che tempo che fa”, “I soliti ignoti”, “Affari tuoi”, “L’Eredita’”, e altri ancora. Il Codacons rivolge infine un appello alla Dandini: “se veramente tiene al servizio pubblico, molli la societa’ privata che dovrebbe fare da intermediazione e accetti un onesto contratto con la Rai”.

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