Il Manifesto in liquidazione coatta/ Il giornale non chiude il bilancio 2011 e il governo manda i commissari. I giornalisti: "Mario Monti e il ministro Passera potrebbero riuscire dove Berlusconi e Tremonti hanno fallito"
Il Manifesto andrà in liquidazione coatta amministrativa. Lo annuncia lo stesso giornale con una prima pagina dedicata alle copertine che hanno segnato la sua storia dal 1971 (quando da periodico si trasformò in quotidiano) a oggi. "Siamo alla prova cruciale - si legge in un editoriale a tutta pagina - al corpo a corpo con la nostra stessa vita materiale e politica. Il Manifesto andrà in liquidazione coatta amministrativa. Verranno funzionari di governo, che si sostituiranno al nostro consiglio di amministrazione. E' una procedura cui siamo stati costretti dai tagli alla legge dell'editoria. Noi, come altre cento testate, nazionali e locali, non potremo chiudere il bilancio del 2011. Mario Monti e il ministro Passera potrebbero riuscire dove Berlusconi e Tremonti hanno fallito".

"La fisionomia della nostra testata - prosegue l'editoriale - il suo carattere di editore puro, il nostro essere una cooperativa di giornalisti, hanno sempre costituito una felice anomalia, un'eresia, la testimonianza in carne e ossa che il mercato non è il monarca assoluteo e le sue leggi non sono le nostre". E lancia l'appello ai lettori: "State con noi, comprateci tutti i giorni, abbiamo bisogno di ognuno di voi. Adesso che tutti hanno imparato lo slogan dei beni comuni, lasciateci la presunzione di avere rappresentato una delle sue radici, antica e disinteressata. Ed è per questo che nell'origine della nostra storia crediamo di vedere ancora una vita futura".
"Noi - ha spiegato a Radio Popolare la direttrice della testata, Norma Rangeri - abbiamo un lettorato che tende a comprarci due o tre volte alla settimana. Vi chiediamo uno sforzo, nonostante il momento di crisi generale. Acquistateci ogni giorno, per i prossimi giorni, per il prossimo mese". Il numero di copie vendute, ha sottolineato, sarà fondamentale per la definizione, in questa fase di amministrazione coatta, del futuro del giornale.


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