Il libro è un anticorpo sociale
Di Fausto Lupetti
www.faustolupettieditore.it
Uranus mi da uno spunto. Sulla presunta morte del libro sempre annunciata ma che mai avviene è mia opinione che il libro è un anticorpo sociale ormai in grado di sopravvivere a qualsiasi aggressione. Leggo, “forse per vendere libri serve l’abc del marketing… “ e qui ho qualche problema. Sono autore di un libro con pseudonimo FL Skacel su come si fa e si mette in pratica un “ Piano di Marketing” nonchè di un “Dizionario della pubblicità e comunicazione” ma fra molte centinaia di titoli da me pubblicati come editore solo pochi, direi troppo pochi, hanno raggiunto le vette e i picchi di vendita al di sopra delle 20 o 30 mila copie. Un trend costante ed elevato di vendite non si è mai realizzato.
| I libri bisogna saperli vendere... Di Uranus |
Mi sono chiesto il perché giungendo alla conclusione che la causa non può essere nella scarsa conoscenza del marketing ma connessa ad alcuni problemi più complessi. Ne affronterò solo uno, per il momento.
Scartiamo subito il tema della distribuzione, ricco di insidie, giustificazioni e luoghi comuni. Per fare l’editore è logico che bisogna avere una distribuzione nelle librerie ed essere presenti nelle principali catene librarie. Detto e fatto questo, che è abc dell’editore, quando al titolo è stata data la sua chances di reperibilità da parte del pubblico è inutile lamentarsi con i distributori se il libro non si vende e non trova lettori.
E inutile lamentarsi che ci sono troppi titoli in Libreria, perchè l’ampiezza e la diversificazione della scelta va a favore del pubblico che può trovare in Libreria soddisfazione alle sue curiosità e differenza nei livelli di approfondimento. Il libro deve essere capace di vendersi per il fascino o la sua funzione, per il suo contenuto editoriale: argomento, autore, editore, copertina, manufatto secondo l’ordine di importanza che ogni editore gli vuole dare.
Da qui la prima grande difficoltà. Bisogna che l’editore possa raggiungere, prendere contatto, informare e comunicare fuori dalla Libreria con il pubblico o il target a cui quel titolo può interessare. Se ragioniamo in termini di impresa, di azienda, il modo per farlo che utilizzano tutti coloro che vogliono vendere prodotti sui mercati è la comunicazione pubblicitaria declinata nelle sue varie forme. Piaccia o non piaccia questa è una regola, una realtà, un fatto non eludibile che va dallo spazzolino da denti al libro, diversi per qualità ma uguali come valori di scambio dentro l’economia di mercato nella quale viviamo. La pubblicità è nella sua funzione economica il punto di crocevia tra produzione e mercato, definizione non credo sia classificabile come opinione.
(Segue - Quanto è rischioso (economicamente) fare pubblicità ai libri...)



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