L'hi-tech salva l'ambiente

Mercoledì, 23 febbraio 2011 - 12:40:00

(da www.ict4executive.it)

Quale ruolo possono avere le tecnologie ICT nell’ambito della più rilevante problematica del nostro tempo, ovvero la sostenibilità ambientale del sistema economico e produttivo? Gli aspetti da prendere in considerazione per dare una risposta sono molteplici; aziende, centri di ricerca e organismi internazionali sono al lavoro per mettere a punto criteri univoci che consentano di misurare e valutare le varie iniziative avviate in tutto il mondo.

In un workshop organizzato sul tema al Politecnico di Milano, nell’ambito dell’Academy for ICT Executives, la professoressa Barbara Pernici del Dipartimento di Elettronica e Informazione ha spiegato che una prima grande distinzione va operata fra l’impatto ambientale dell’ICT in se stessa, soprattutto dal punto di vista dell’efficienza energetica, e quello che la tecnologia ICT può fare per contribuire a rendere più efficienti i processi e le soluzioni in vari contesti applicativi.

Nel primo filone rientra l’importante tema dell’assorbimento energetico dei grandi data center, utilizzati dalle banche come dagli ospedali, dalla PA o dalle società di e-commerce, solo per citarne alcune: non solo tutti i server e gli apparati di storage vengono alimentati 24 ore su 24, ma è anche necessario che gli ambienti vengano opportunamente raffreddati, perchè i server generano calore. Per avere un riferimento, si utilizza, in questo contesto il parametro di efficienza Power Usage Effectiveness (PUE), che appunto misura la quota parte del totale dell’energia assorbita dal data center effettivamente utilizzata dalle risorse di calcolo. In genere, infatti, raffreddamento e UPS rappresentano circa il 40% dei consumi totali. Per migliorare l’equilibrio fra performance e consumi, si tenta di raffreddare i data center riducendo l’uso di condizionatori, di recuperare il calore disperso o di utilizzare energie alternative: si va dal collocarli in zone fredde, come l’Islanda, a interrarli nel deserto, sfruttando oltre alla bassa temperatura anche l’energia del sole per i pannelli fotovoltaici, a metterli nel mare, fino a recuperare il calore generato per riscaldare le case. Altre soluzioni che vanno nella direzione della riduzione dei consumi sono la virtualizzazione delle risorse, lo spegnimento e accendimento dei sistemi all’occorrenza, l’uso di memorie flash per limitare il movimento dei dischi usati per lo storage, la sostituzione di sistemi obsoleti e particolarmente dispendiosi in termini energetici. Per quanto interessanti, queste tematiche, al momento, trovano un interesse circoscritto alle aziende che utilizzano data center di grandissime dimensioni, quali i carrier o gli operatori che forniscono servizi di outsourcing ai clienti o colossi quali Google o Amazon. Nella gran parte delle organizzazioni il problema appare poco sentito, tanto che nella maggior parte dei casi i responsabili IT neanche sono in grado di quantificare con esattezza l’importo della bolletta energetica che li riguarda. E se l’energia consumata non fa parte del budget dei CIO, perchè loro dovrebbero impegnarsi a ridurla?

Del resto, il risparmio energetico nei data center è solo una delle molteplici facce del “Green” e, come emerso dal dibattito che ha coinvolto CIO e manager di aziende dell’offerta di ICT e di consulenza, ciascuno pone l’accento su diversi aspetti, che però messi tutti insieme possono fare la differenza. C’è per esempio il tema della dematerializzazione, che significa meno consumo di carta e processi digitalizzati. Il ruolo della Pubblica Amministrazione qui è molto importante: basti pensare al recente provvedimento che ha obbligato i medici di base a inviare all’INPS certificati di malattia digitali per i dipendenti pubblici, eliminando migliaia di documenti cartacei.

Sempre in tema di PA va segnalato il ruolo di Consip, l’azienda che sta portando l’eProcurement nella PA italiana. Digitalizzare i processi di acquisto, infatti, consente notevoli incrementi di efficienza, come testimoniato da diversi studi. Inoltre, Consip nella stesura dei bandi di gara può tenere in conto questi aspetti e fare da volano: è già così per quanto riguarda l’efficienza energetica, che viene evidenziata come parametro. Infine, un ruolo importante lo rivestono le tecnologie per le comunicazioni, in particolare la videoconferenza, che riduce gli spostamenti.

La ricerca punta sul “Green”

A gennaio 2010 è nato il Consorzio GreenTouch (www.greentouch. org), associazione in costante crescita formata da aziende ICT, centri di ricerca, università ed enti no profit di tutto il mondo con l’obiettivo di migliorare di 1000 volte l’efficienza energetica delle reti dell’Information and Communications Technology in cinque anni. Le conoscenze e le competenze necessarie per raggiungere questo scopo sono multidisciplinari e riguardano: circuiti, algoritmi, architettura delle reti e protocolli di trasporto delle informazioni. Secondo quanto dichiarato, l’energia che viene consumata attualmente in un giorno con i nuovi sistemi sarà utilizzata in tre anni. Tale risparmio si tradurrà anche in una riduzione dei livelli di inquinamento in quanto saranno prodotte 250 milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica ogni anno. Un’altra iniziativa particolarmente rilevante in questo ambito è il progetto Europeo GAMES (Green Active Management in IT Service Centers).

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