Restare umani ai tempi del web? Un libro ci spiega come
Homo Interneticus - Restare umani nell'era dell'ossessione digitale è la traduzione del discusso e controverso saggio Homo Interneticus di Lee Siegel (Piano B edizioni), saggista e critico culturale per il “New York Times”, “Harpers”, “The New Republic” e “New Yorker. 
LA SFIDA TRA VITA REALE E WEB - Insieme affascinate, polemico e provocatorio, Homo Interneticus prova a mettere in discussione il mezzo tecnologico più esaltato e venduto degli ultimi dieci anni: Internet. La retorica di democrazia e libertà che circonda la Rete viene sfidata nelle sue questioni fondamentali: che tipo di interessi nasconde la Rete? Come e quanto sta influenzando la cultura e la vita sociale? Come stiamo imparando a relazionarci agli altri on line? Qual è il costo psicologico, emotivo e sociale della nostra affollata solitudine high-tech? Homo Interneticus non è un manifesto contro Internet, ma un’analisi tagliente su come la quotidianità della Rete ha cambiato il ritmo delle nostre vite e il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Per Siegel, il lato oscuro della Rete sta rivoluzionando radicalmente la nostra società: il dissolvimento del confine fra pubblico e privato, la trasformazione da cittadino a utente e da utente a prosumer, la mercificazione di privacy e tempo libero, la libertà di consumare confusa con la libertà di scegliere, la riduzione della propria vita a bene da esporre, promuovere, impacchettare e vendere. Prosumerismo, blogofascismo, il passaggio da cultura popolare a cultura della popolarità, la riduzione della conoscenza a informazione e dell’informazione a chiacchiera, l’autoespressione confusa con l ’arte. I molti temi toccati dalle duecento pagine di Homo Interneticus riescono a porre questioni, temi e domande che attendono ancora di essere discusse. Al di là dell’entusiasmo incondizionato che circonda apriori tutto ciò che è Internet e web 2.0, Siegel prova a centrare l’attenzione sui reali interessi che circondano l’enorme massa di nuovi clienti da informare, consigliare e a cui vendere oggetti o stili di vita. Ricco di punti di vista originali e pieni di genio, Homo Interneticus ci obbliga a riflettere sulla nostra cultura e sull’influenza del web in un modo completamente nuovo.
ALCUNI PASSI - "La gente non vuole che la loro privacy sia violata; le persone ora vogliono che gli altri, quanti più possibili, li osservino mentre – scrupolosamente – costruiscono la propria privacy secondo un modello commerciabile, pubblico: la vita vera, interiore, è diventata clandestina; è diventata una merce di contrabbando. Le esplosioni reali – non programmate, non inquadrate, non confezionate su misura – di tutto ciò che è stato sepolto nella vita privata e interiore diventano oggetto di scherno e di pubblica derisione".
"Lenin una volta ha detto che l’imperialismo è la fase suprema del capitalismo. Si sbagliava. La fase suprema del capitalismo, la sua sterminata frontiera finale, è il pubblico dispiegarsi della psiche individuale e privata. È un modo di essere, in cui l’individuo ha imparato a vendere la sua privacy come una performance pubblica. Come una transazione pubblica.»
«Internet ha creato il consumatore ideale".



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