Hi-tech sostenibile/ Sap e Vodafone puntano sulla bioedilizia per le nuove sedi milanesi

Venerdì, 4 dicembre 2009 - 10:23:00

Sap inaugura l'11 dicembre la sua nuova sede italiana ecosostenibile a Vimercate, nell'hinterland milanese, all'interno del nuovo Energy Park. Realizzato da Segro, colosso britannico del real estate, il nuovo distretto tecnologico è stato progettato secondo i più avanzati concetti di ecosostenibilità ed è destinato a ospitare molte aziende - italiane e internazionali - operanti nei settori dell'information tecnology (fra le quali Alcatel Lucent), delle telecomunicazioni, della moda e del design.

Tutti gli edifici della nuova cittadella tecnologica sono caratterizzati da basso impatto ambientale e alta efficienza energetica, oltre che da numerosi servizi pensati per migliorare la qualità della vita di chi vi lavorerà, migliorandone di conseguenza le performance.
I dipendenti Sap, ad esempio, avranno a disposizione spazi moderni e flessibili, sia in termini dimensionali che funzionali, isolamento acustico, igiene, aree creative e una serra bioclimatica per i momenti di pausa. Inoltre il distretto tecnologico offrirà inoltre una serie di servizi comuni a tutte le aziende: asilo, studi medici, la mensa, il servizio banca, bar, sale meeting, bus navetta, servizi di videosorveglianza oltre a parcheggi e spazi verdi.

Energy Park
Uno degli edifici dell'Energy Park
Il concept della nuova sede conferma l'impegno di Sap sul fronte della sostenibilità, testimoniato dal recente riconoscimento del Dow Jones Sustainability Index, da cui l’azienda risulta essere per il terzo anno consecutivo in prima posizione tra le società di software in tutto il mondo, ottenendo punteggi best-in-class in 12 dei 20 aspetti sociali/economici/ambientali considerati dall’analisi.

Gli stessi principi hanno ispirato gli architetti Gantes e Morisi nella progettazione del Vodafone Village, la nuova sede italiana dell'operatore tlc il cui concept è stato presentato la settimana scorsa dall'a.d. Paolo Bertoluzzo al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: un complesso eco-tecnologico di tre torri più un quarto edificio destinato a spazi collettivi, distribuiti su circa 67mila mq, nell'area Lorenteggio-Corsico (nella periferia ovest di Milano), che ospiterà i 3mila dipendenti della sede meneghina di Vodafone Italia, attualmente "dispersi" in 15 edifici della zona.

Vodafone Village
Vodafone Village
Il complesso, che dovrebbe essere ultimato fra due anni, costituirà un esempio di recupero di una vasta area industriale dismessa, con la creazione di nuovi luoghi di lavoro pensati e realizzati in funzione della massima efficienza ed elasticità di utilizzo degli spazi, del comfort degli ambienti di lavoro e della sostenibilità in termini di tecnologia applicata e materiali utilizzati.
Per la realizzazione dei nuovi uffici, a opera di Real Estate Center, Vodafone investirà circa 300 milioni di euro. Nella progettazione e realizzazione degli edifici verrà dedicata particolare attenzione al contenimento dei consumi di risorse idriche ed energetiche: complessivamente, grazie al nuovo insediamento, Vodafone Italia conta di dimezzare la quantità di CO2 prodotta nell'area milanese.

“Si tratta di uno dei maggiori investimenti privati per la realizzazione di uffici a Milano e nell’intera Lombardia – dice  Bertoluzzo - ma è anche un esempio di architettura eco-compatibile che garantisce elevati standard di comfort per i dipendenti nella loro quotidianità lavorativa. Vodafone Village fa parte di un più ampio programma di riqualificazione di molti degli edifici su tutto il territorio nazionale e rappresenta il più grande investimento immobiliare di Vodafone nel mondo”.

Vodafone Village
Vodafone Village
Vodafone Village sarà dotato di un "giardino fotovoltaico" nel quale l'energia solare sarà utilizzata per la produzione di energia elettrica ausiliaria; inoltre, 27mila mq di superfici vetrate consentiranno di illuminare gli uffici con la luce naturale e con specifiche caratteristiche di efficienza energetica, limitando così il più possibile i consumi di energia per la climatizzazione estiva. Infine l’utilizzo di superfici opache con materiali dotati di cemento fotocatalitico che permetterà di abbattere gli inquinanti organici e inorganici presenti nell’aria.

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