Hi tech dagli occhi a mandorla/ Estasiato dall'iPhone di Apple e dall'Omnia di Samsung? Giappone e Cina fanno molto di più...

Mercoledì, 12 novembre 2008 - 17:10:00

Erano i primi anni Ottanta quando l'industria elettronica giapponese arrivava alla ribalta mondiale grazie allo sviluppo dei primi robot androidi; del loro utilizzo reale non si è mai avuto notizia, ma poco conta. Lo scalpore suscitato in un mondo che solo allora cominciava a conoscere i frutti della microelettronica, elesse da subito la tecnologia del Sol Levante a regina incontrastata di quel microcosmo di gadget e piccoli accessori che da allora finirono tutti per essere accomunati sotto il nome di "giapponeserie". Un appellativo, che se da un lato evidenziava una certà genialità dell'opera, dall'altro lato era spesso sinonimo di una scarsa robustezza strutturale e qualitativa dei componenti. Ne erano un esempio le automobili giapponesi, che seppur già foriere di linee e comfort lontani anni luce dagli ancora vecchi standard europei, erano sempre tacciate di scarsa affidabilità, bei castelli di carta pronti a crollare al primo soffio di vento.


Samsung SoftBank 930SC Omnia
GUARDA LA GALLERY
Da allora ne è passato di tempo e l'ingegneria giapponese ha molto lavorato sulla qualità del prodotto; ad oggi, che si parli di auto o di computer, piuttosto che di telefonini, ai prodotti provenienti dal Giappone come dalla Corea del Sud, viene riconosciuta la stessa dignità di qualità (e soprattutto di prezzo) delle lavorazioni tedesche o americane.
Il pallino per l'hi-tech è tuttavia rimasta una prerogativa del mercato dell'est asiatico e in questa storia non ha fatto certo eccezione "il telefonino".
Infatti seppur esploso in Europa (ed in Italia in particolare), il cellulare trova tutt'ora nell'estremo Oriente uno dei suoi mercati più frizzanti e vitali; ma se da noi il suo successo è stato legato alla sua straordinaria capacità comunicativa (basti pensare agli Sms), in una piazza come quella giapponese o sud coreana, sono gli smartphone super-accessoriati a farla da padroni. Accade dunque che modelli come il Samsung Omnia, che già nel nostro paese ha riscosso un buon successo, si affacci nel mercato del Sol Levante in una veste se è possibile ancora più ricca  e fornita di quella vista in Europa.

E' infatti di questi giorni la presentazione in Giappone del nuovo SoftBank 930SC Omnia; commercializzato dall'omonimo operatore, il 930SC, ricalca in gran parte l'idea del SGH-i900, ma lo impreziosisce con uno schermo più ampio di 3.3 pollici e 800 x 480 pixel di definizione, superiore ai 3,2 pollici a 240 x 400 pixel della versione base. Ma non solo; grazie all'antenna tv DMB integrata, il nuovo Omnia giapponese si trasforma all'occorrenza in una vera e propria tv mobile, in grado di ricevere tutti i maggiori canali televisivi nazionali.
Se i giapponesi ci sorpassano, i cinesi, i loro cugini più poveri, le inventano tutte per non farsi mancare nessuna delle migliori soluzioni mobile attualemente in circolazione; ovviamente non gli originali ma copie.
L'industria falsaria cinese è nota per la sua capacità di copiare qualsiasi tipo di prodotto non solo hi-tech; il cibo, il vestiario, l'automobilistica ed anche le medicine!


Cloni cinesi dell'iPhone
GUARDA LA GALLERY
Il falso made in China, copre (a volte pericolosamente) quasi tutti i settori merceologici e non poteva far mancare la sua voce anche nella telefonia mobile.
Come era lecito immaginarsi nel 2008 è stato l'iPhone 3G di Apple il prodotto più copiato. Tra i suoi cloni più riusciti vi è certamente il Meizu M8 Mini; si tratta di un touchscreen a 3.4 pollici privo di connettività 3G e WiFi, ma dotato di GPS e fotocamera da 3 megapixel. Ad un primo sguardo sarebbe indistinguibuile dall'originale, l'iPhone. E' quello che accade anche con le tre nuove proposte della iOrgane. Si chiameranno TouchCool, MyTouch ed F1+; oltre al supporto di rete 3G, ed un design praticamente identico a quello del melafonino, non se conoscono per ora maggiori dettagli; sappiamo tuttavia che costeranno 200 dollari. Ma la nota più curiosa è che i designer iOrgane non si sono limitati a copiare il form-factor dell'iPhone. La loro sfida suona infatti come una vera e propria beffa verso Apple visto che il logo scelto dalla farm cinese è una mela, integra; una comica controproposta alla più nota mela morsicata della farm di Cupertino.
Originale o clone, qualità o mattone; l'ingegneria asiatica non rinuncia alla sua prerogativa originale di creatività, anche quando va fuori dagli schemi, e dalla legge.

Un marchio di fabbrica che ne ha caratterizzato in questi anni una rapida espansione a cui il vecchio continente e gli Usa non hanno saputo rispondere; a loro modo una delle poche battaglie vinte contro il nostro mondo occidentale.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Confidustria/ Squinzi davanti a Bombassei
Intesa Sanpaolo/ Cede portafoglio di sofferenze di 1,64 mld
Crisi/ Monti, venerdì Merkel a Roma
Edison/ In 2011 perdita di 871 milioni
Pilkington/ Il gruppo Nsg annuncia tagli al personale
Sanremo/ Controlli Gdf su scontrini fiscali nel centro citta'
Crisi/ Usa e Cina siscutono su come aiutare Europa
Apple/ A marzo arriva Ipad 3, atteso anche mni tablet
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

La casa su misura?

Per te migliaia di offerte di immobili. In vendita e affitto
Cerca subito!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso