La guerra al terrore? E' a colpi di satira in un videogame
War on Terror, un videogame satirico versione elettronica di un gioco in scatola che ironizza sulla guerra al terrore. Il gioco è stato bandito in molte fiere di giocattoli
La guerra al terrore è tutta una farsa. Almeno la pensano così, non troppo provocatoriamente, David Partouche, Andrew Sheerin e Tom Morgan-Jones, autori di War on Terror, videogame appena pubblicato per iPhone e iPad (€ 3,99) in cui satireggiano sulla politica estera delle superpotenze mondiali.

La versione interattiva di quello che già nel 2008 è stato un gioco da tavolo di successo, ma che ha trovato anche il boicottaggio di molte fiere e negozi di giocattoli, perché considerato “un campo minato, potenzialmente irritante per i consumatori”, trasforma smartphone o tablet in una pedana che assomiglia tanto al Risiko e mescola regole che sembrano prese da Monopoli, Diplomacy, ma anche soprattutto dalla cronaca degli anni recenti, quella delle “armi di distruzione di massa” e dell’Asse del male. Un’epoca solo apparentemente al tramonto, con la morte di Bin Laden e il ritiro previsto dall’Iraq, visto come spirano i venti di possibile guerra tra Occidente e vecchi-nuovi nemici, che hanno ora il nome di Siria e Iran.
Lo scopo del gioco è quello di esportare la democrazia nei Paesi piagati da terrorismo o in mano a governanti spregevoli e dittatoriali (gli avversari): ovvio che per portare a termine il compito bisognerà combattere con le medesime aspirazioni (meglio se di origine divina) degli altri giocatori. Per conquistare territori sul planisfero si potrà, ovviamente, fare la guerra, ma anche soprattutto finanziare di nascosto le organizzazioni terroristiche (meglio ancora se alle spalle degli alleati), per poi spazzarle via una volta che queste avranno fiaccato il regime scomodo. A finanziare l’anelito di liberazione globale sarà il petrolio, che guarda caso si trova proprio nei Paesi da conquistare.
Il videogame, in inglese, è stato pubblicato da Apple senza paura di incorrere in quelle polemiche e difficoltà che avevano accompagnato prima la realizzazione del gioco in scatola e poi quella della programmazione di questa edizione interattiva. Gli editori, che già in passato hanno superato indenni qualche minaccia di sedicenti terroristi, ma non rinunciano alla satira estrema, presentandosi nel gioco ciascuno legato a una sedia, in una stanza dove bisogna torturarli di brutto per conoscere i loro nomi, per ora propongono una sfida di un solo giocatore contro altri comandati dal computer, ma presto promettono l’arrivo di tante novità: dal multiplayer, con cui si potranno sfidare anche gli amici sullo stesso tablet, alla possibilità di impersonare i terroristi.
Marco Consoli


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