Google, anche i cellulari Android avranno il loro iTunes

Giovedì, 9 settembre 2010 - 10:44:00

gphone android
Android
E' arrivato il momento di Google. Dopo vari tentativi falliti dalla concorrenza, questa volta l'impero di Steve Jobs nel campo della musica può essere messo seriamente in difficoltà da un colosso mondiale. Entro la fine dell'anno Google dovrebbe lanciare un "music service" legato al suo motore di ricerca e nel 2011 un servizio di download in abbonamento. Sarà una piattaforma integrata con il cellulare, in vista di una sfida con iPod.

Il cuore tecnologico dell'operazione è Android, il sistema operativo di Google per smartphone, tablet, netbook. Secondo gli ultimi dati vende 200mila copie al giorno: avanza grazie alla collaborazione con produttori di telefonia mobile come Samsung, Htc, Huawei, Motorola. Le ultime analisi di Piper Jaffray stimano che entro l'anno il sistema operativo di "Big G" arriverà al 14,9% del mercato globale per gli smartphone, superando l'iPhone. E tra due anni la quota salirà al 23,2 per cento. Sarà un punto di partenza formidabile per rincorrere iTunes.

La campagna acquisti di Google per la partita strategica con Apple parte da lontano. A maggio, infatti, ha acquistato Simplify Media: si tratta di una società che ha lanciato una tecnologia per condividere fotografie e musica all'interno di comunità online. Vic Gundotra, senior vicepresident di Google, aveva commentato che le conoscenze di Simplify Media avrebbe permesso di costruire un'applicazione in grado di replicare la simbiosi tra iTunes e iPod, ma con alcune differenze: consentirà l'accesso a musica libera da misure di protezione digitale (drm-free), a partire da dispositivi mobili con Android. Eppure la società di Moutain View continua a stringere il riserbo sul progetto: all'Ifa di Berlino l'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, si è limitato a dire che il servizio musicale «deve essere connesso a internet».

I boss dell'azienda americana nelle ultime settimane hanno avuto moltissimi incontri con i responsabili delle major discografiche (che hanno sempre aiutato con gioia chiunque volesse rompere il dominio assoluto della Apple) e dovrebbero, secondo il Wall Street Journal, annunciare domani il nuovo prodotto, che consentirebbe di costruire un ecosistema simile a quello di iTunes con tutti i telefoni che usano Android come sistema operativo. Google si sta muovendo in questa direzione da diverso tempo, lo scorso anno aveva inaugurato delle partnership con iLike e Pandora, ma già prima ha strutturato rapporti stabili con la discografia per YouTube. Il tentativo di muovere all'assalto del mercato musicale (ma anche di quello dei libri, dove la stessa Apple e anche Amazon hanno una loro presenza) è perfettamente logico nella strategia dell'azienda di Mountain View che è già entrata in rotta di collisione con la Apple sia sul fronte dei cellulari che in quello delle apps.
Lanciare una piattaforma per la musica significa aprire una partita in un mercato dove Apple ha una posizione consolidata. Sette anni fa l'azienda guidata da Steve Jobs ha lanciato il software iTunes per la gestione dei brani, in una fase in cui molti erano scettici sulla possibilità di generare ricavi a partire dalla musica digitale a causa della pirateria informatica. E adesso, invece, la piattaforma di Apple integrata con iPod rappresenta il 70% delle vendite di brani negli Stati Uniti. Ma la società di Cupertino non è rimasta seduta sugli allori.

Ha comprato una piccola start-up, Lala, che ha sviluppato una tecnologia per la condivisione di brani nelle community. Il suo servizio era accessibile anche all'interno di Facebook: gli utenti potevano segnalare quali canzoni stavano ascoltando. Dopo l'acquisizione, però, Lala ha chiuso le porte al pubblico online e ha continuato lo sviluppo tecnologico in privato. Di recente, inoltre, Apple ha puntato sulle reti sociali online integrando il software iTunes con Ping, un social network per coinvolgere gli utenti online. Ma è una partita complessa. A pochi giorni dal lancio un milione di persone hanno deciso di entrare a far parte della community online progettata da Apple, su un pubblico complessivo pari a 160 milioni di utenti per iTunes. L'azienda di Cupertino non ha raggiunto un accordo con Facebook, il social network che può contare su un pubblico di mezzo miliardo di iscritti: prova a camminare da sola per costruire un palcoscenico online e un salotto dove gli appassionati possano condividere i loro interessi.

La Apple, dal canto suo, non sta a guardare: pochi giorni fa, oltre ad aver lanciato una nuova serie di iPod, ha anche presentato il suo "social network" musicale, Ping, che è integrato all'interno di iTunes 10. E in molti, dopo l'acquisizione avvenuta molti mesi fa di Lala.com, continuano a pensare che Jobs stia lavorando su un servizio musicale "cloud based" da integrare con iPhone, iPod e iPad. Insomma, il mercato digitale della musica continua ad essere il terreno di sperimentazioni e battaglie decisamente interessanti, un mercato in continuo movimento, da Napster in poi, un movimento che sembra non aver ancora trovato fine.

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