Google/ Di Pietro, condanna ha minato tutela della persona

Giovedì, 25 febbraio 2010 - 20:21:00

"Ritengo che questa sentenza abbia minato la tutela della persona e dei suoi diritti fraintendendo gli eventi ed evidenziando una lacunosita' della disciplina in materia".
Cosi' dal suo sito il leader dell'IdV Antonio Di Pietro commenta la sentenza di condanna dei tre manager di Google per non aver rimosso un video riguardante dei maltrattamenti inflitti ad un ragazzo affetto da sindrome di Down e pubblicato sulla piattaforma di "You Tube". "Mi auguro - prosegue Di Pietro - che la sentenza d'Appello possa stabilire una corretta interpretazione degli avvenimenti". Il leader dell'IdV poi ricorda: "Il 28 novembre 2009 avevo espresso loro, in occasione della richiesta di condanna da parte della Procura di Milano, la mia solidarieta', oggi torno a farlo poiche' sono stati condannati a sei mesi di reclusione con la condizionale.

La condanna penale e' arrivata anche se i legali della vittima hanno ritirato la querela, mentre gli imputati sono stati assolti in ambito civile dall'accusa di diffamazione, causa intentata dal comune di Milano e dall'associazione 'ViviDown' che si erano costituite come parte civile". Per Di Pietro "con questa triplice condanna alla liberta' della Rete, hanno perso tutti. Per comprendere il senso della sentenza basterebbe un esempio: e' come se si accusasse un gestore telefonico per aver consentito una telefonata tra un ricattato e un ricattatore". E ancora: "Il ragazzo affetto dalla sindrome di Down e' stato salvato da You Tube. E chissa', grazie a quel filmato, quanti altri casi sono stati evitati e quanti ne sono cessati.

Il comune di Milano avrebbe dovuto invitare a segnalare altre situazioni di abuso". "Internet - secondo Di Pietro - e' uno strumento di ascolto e comprensione di fenomeni sociali che, proprio perche' da condannare, sono una realta' che va affrontata e non occultata. Quale messaggio trasmette agli adolescenti l'interpretazione di questo caso? E che dire, torno a ripetere, di quel sicario della camorra le cui immagini furono trasmesse in televisione e su You Tube, consentendone la cattura da parte delle Forze dell'ordine? Dovremmo aspettarci allora - prosegue il leader dell'IdV - che le emittenti televisive e You Yube possano ricevere, nei prossimi giorni, una denuncia per violazione della privacy da parte dei familiari della vittima o di qualche passante poiche' ripresi e mandati in onda nel filmato dell'esecuzione?".
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