Scontri sulla censura e la pirateria. Google abbandona la Cina
LA POLEMICA SULLA CENSURA - Lo sostengono i media cinesi, dopo le polemiche tra Pechino e il gigante di Mountain View sulla censura e sulla pirateria contro gli indirizzi di posta gmail degli attivisti per i diritti umani. Il China Business News ha citato fonti locali secondo cui lunedi' saranno anche annunciati gli indennizzi per lo staff cinese.
I SERVIZI CHE RIMARRANNO IN PIEDI - Non e' ancora chiaro che tipo di presenza restera' nel Paese asiatico con 384 milioni di internauti dopo la chiusura di Google.cn. Dalle ultime indiscrezioni, Google manterebbe alcune attivita' di ricerca e di sviluppo e resterebbero aperti gli uffici pubblicitari, le attivita' di telefonia mobile e di browser, nonche' alcuni servizi web come Google Answers e le ricerche musicali. La maggior parte dei ricavi di Google in Cina nel 2009 venivano da societa' orientate all'export che hanno bisogno di mantenere la pubblicita' all'estero, anche se non ci sara' piu' un sito in cinese.
LA SOCIETA': "NON CI SONO SVILUPPI" - La portavoce della compagnia in Cina, Marsha Wang, non ha voluto commentare la notizia, affermando all'Afp che ''non ci sono sviluppi'' sulla situazione. Il report del China Business News e' solo l'ultimo di una serie di indiscrezioni riportate dalla stampa secondo cui Mountain View avrebbe abbandonato la ''filiale'' google.cn. Gia' la scorsa settimana, citando una fonte anonima, il Financial Times aveva scritto che Google avrebbe abbandonato ''al 99,9%'' la Cina.



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