Al Washington Post vietato usare i social network
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Tempi duri per i giornalisti: potrebbero non essere considerati cittadini normali. Almeno sui social network. Così come molte aziende si stanno interrogando su come regolamentarne l'uso da parte dei propri dipendenti, infatti, il Washington Post a diramato ai propri giornalisti una serie di linee guida che dovrebbero aiutarli a servirsene senza intaccare l'integrità della testata
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Tutto è nato da alcuni tweets dell'editor Narisetti Raju, che proprio attraverso il microblogging aveva rivelato le sue opinioni sulla riforma sanitaria. Opinioni, non importa se private, che poi avrebbero influenzato l'immagine del giornale da parte dei lettori.
Un altro motivo per non usare i social network, si legge nelle guidelines, è quello di non far trasparire pregiudizi razziali, sessisti, religiosi o di carattere politico che potrebbero ledere la credibilità del Washington Post. E non solo esprimendo le proprie idee, ma anche avendo tra i contatti persone o gruppi riconducibili a una qualche fazione.



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