Giornalismo, è crisi nera/ Camporese, presidente dell'Inpgi: "In dieci anni continuo declino dell'occupazione, e non è finita. Ma l'istituto è in ottime condizioni"
"Siamo davanti alla peggiore crisi del giornalismo del dopoguerra". Lo ha detto il presidente nazionale dell'Inpgi, l'Istituto nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, Andrea Camporese, oggi a Reggio Calabria. Nel fare il bilancio degli ultimi quatto anni di attività dell'istituto, Camporese ha affermato che i giornalisti italiani soffrono le difficoltà in cui versa il paese, soprattutto i più giovani.
"In questi ultimi 10 anni abbiamo registrato un declino costante dell'occupazione stabile dei giornalisti. Una crisi in parte compensata dall'avvento dell'emittenza privata - ha spiegato Camporese - televisiva e radiofonica e dalla costituzione di numerosi uffici stampa pubblici e privati. Oggi questa compensazione è finita. L'Inpgi è oggi l'unico istituto che nel panorama previdenziale ingloba le competenze dell'Inps e dell'Inail con una articolazione che non ha eguali in altre realtà". Per Camporese "la crisi non è finita. Ci troviamo di fronte ad un nuovo ciclo di crisi che interessa soprattutto la carta stampata. Effetto - ha spiegato - di una crisi economica che ha ridotto gli introiti pubblicitari, e della moltiplicazione di informazione telematica e avvento del digitale che moltiplicando le testate ha notevolmente frammentato la raccolta pubblicitaria".
Camporese ha confermato l'ottima condizione dell'Inpgi, "che ha un patrimonio di 2,3 mld di euro accantonati tra immobili e investimenti mobili. Un'istituto che dopo la riforma vedrà il proprio patrimonio crescere stabilmente nei cinquant'anni. Avrà solo una piccola gobbetta negativa totalmente compensata dalla rendita del patrimonio".


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