Giornali/ Acque agitate al Gruppo Espresso, L'Ingegnere si affetta a confermare Ezio Mauro, ma De Bortoli spera ancora nella direzione di Repubblica
Il presidente del Gruppo Espresso ed editore de La Repubblica conferma la sua fiducia e la sua stima al direttore Ezio Mauro "di cui il giornale si è sempre giovato e si gioverà in futuro".
"Per abitudine - si legge in una nota diffusa da De Benedetti - non inseguo le voci e i pettegolezzi che riguardano la mia persona e le aziende in cui opero. Ma poichè si insiste senza alcuna ragione a mettere in discussione il rapporto di piena condivisione professionale e intellettuale che c'è tra me e il direttore di 'Repubblica' Ezio Mauro, sostenendo addirittura che ci sarebbero divergenze in merito alla linea del giornale sulla vicenda politica italiana, voglio far finire una volta per sempre questa disinformazione che non ha alcun fondamento, come sanno coloro che lavorano dentro il giornale e al Gruppo Espresso".
Fin qui la nuda cronaca. Ma si sa che spesso quando si fa una smentita così netta di voci e rumors sempre più forti il vero intento è quello di depotenziare fatti non privi di un certo fondamento. Le voci a cui fa riferimento De Benedetti sono quelle che vorrebbero Ferruccio De Bortoli come prossimo direttore di Repubblica, al posto di Ezio Mauro. I bene informati dicono che De Bortoli avrebbe già una promessa in tal senso da parte di De Benedetti in persona. Ma il passaggio è meno semplice di quanto sembra. A fare barriera ci sarebbe Eugenio Scalfari in persona e la lobby interna che a lui fa riferimento (ne fanno parte lo stesso Mauro e D'Avanzo). In una conversazione Scalfari avrebbe detto: "Non s'illudano di comandare a Repubblica, io qui ho un mio uomo persino nello sport". Da parte sua De Benedetti vorrebbe portare Mauro alla direzione proprio per indebolire la lobby scalfariana e avere un peso maggiore nel giornale. Ma è anche consapevole che investire un direttore senza l'accordo di tutti i gruppi di potere che abitano il ventre del quotidiano sarebbe quantomai rischioso. E così la rivoluzione del gruppo, avviata con l'uscita dello storico ad Marco Benedetto, potrebbe avere dei rallentamenti. Rivoluzione che in ogni caso dovrebbe ruotare attorno alla figura del nuovo ad Monica Mondardini, vicina all'ex premier Prodi e al presidente di Intesa-San Paolo Bazoli, da sempre nemico di Geronzi. E proprio al successo, ancora incerto, di questa nuova Repubblica bazoliana si legano le speranze di De Bortoli.
Dall'altra parte, ormai è noto, per De Bortoli si sono chiuse le porte del Corriere. Il probabile arrivo come ad di Calabi (uomo vicino a Geronzi) dal Sole, segna la vittoria di Paolo Mieli. E al Sole? Nell'ipotesi ormai probabile di una dipartita di De Bortoli, c'è chi come Geronzi vedrebbe bene una direzione targata Roberto Napoletano, ora alla guida del Messaggero, mentre il posto di ad, uscente Calabi, potrebbe essere preso dall'attuale direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta, uomo di Montezemolo e poco gradito all'attuale presidente Emma Marcegaglia.



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