Giormalisti/ Casagit, 2010 positivo. Inpgi: verso un aumento delle quote
Il 2010 è stato un anno tutto sommato positivo per la Casagit. Parola di Daniele Cerrato, presidente della Cassa Autonoma dei Giornalisti, che durante il suo intervento al 26mo congresso dell'Fnsi ha chiarito: "I conti stanno andando meglio e chiuderemo con un avanzo positivo di 8 milioni". Diverso il caso dei contrubuti versati alla Casagit: "Il rinnovo del contratto nazionale - ha spiegato Cerrato - ha generato un incremento dei contributi di 800mila euro, ma gli effetti della crisi hanno provocato una flessione di 1,1 milioni". Risultato: "Il saldo è negativo, ma sopportabile, per 300 mila euro".
Per il presidente della Casagit, "la crisi non è finita e ci porterà a registrare numeri decrescenti nei nostri prossimi bilanci". Cerrato si è poi soffermato sulle prossime sfide della Cassa: "Le statistiche dicono che in Italia ci sono 49mila persone che vivono esclusivamente di giornalismo, ma la Casagit conta 28 mila soci. Ergo, ne mancano 20 mila". Ecco perché l'obiettivo che Cerrato si pone per il 2011 è quello di "cambiare la Casagit 2 per offrire ai quei colleghi una o più formule che consentano anche a loro di entrare a far parte del mondo dei diritti dei giornalisti".
Andrea Camporese, presidente dell'Inpgi, si dice convinto che anche per le donne professioniste dell'informazione si prospetti un innalzamento dell'età: "Il sistema generale - ha spiegato - va verso l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. Anche noi ragioniamo su un processo graduale, fatto di scalini e non di scaloni".
Per Camporese è stata anche l'occasione per tirare le somme dell'anno appena concluso: "L'Inpgi ha chiuso il bilancio con un avanzo positivo di 65,1 milioni di euro che saliranno a 70 milioni grazie a buoni investimenti finanziari". Non mancano però note negative: "Per la prima volta nell'ultimo decennio - ha precisato il presidente Inpgi - si è registrato un decremento del numero di iscritti, pari a circa 500 unità. E' una negatività che ci preoccupa e che peserà per il futuro".
Camporese ha poi snocciolato una serie di cifre che evidenziano tutte le difficoltà di un settore come quello dell'editoria fortemente penalizzato dalla crisi economica. "I costi per i contributi di disoccupazione sono aumenti del 15%, quelli per la Cassa Integrazione del 108% e quelli per sostenere il Fondo di Solidarietà dell'867%". Ed è per questo che secondo Camporese è necessario "un aumento delle quote graduale e prospettivo ma senza forzature, altrimenti il rischio è quello di deprimere il mercato". Fondamentali per il rilancio del settore previdenziale sono anche "sgravi fiscali vigorosi per le assunzioni a tempo indeterminato".



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