RaiTre/ Gentiloni (Pd) ad Affaritaliani: giù le mani da Ruffini

Lunedì, 31 agosto 2009 - 19:42:00

di Francesco Cocco

Ex ministro delle Comunicazioni, oggi responsabile del Partito Democratico per la Comunicazione (una "e" finale al posto della "i" che forse fa qualche differenza), Paolo Gentiloni si è schierato con Dario Franceschini in vista del congresso. Proprio l'attuale segretario (ricandidato) ha, nei giorni scorsi, più volte invocato una mobilitazione contro l'attacco alla libertà di stampa che, secondo lui e tanti altri esponenti del partito, è in corso in Italia. Ad Affaritaliani, Gentiloni smentisce che un'eventuale manifestazione possa essere convocata direttamente dal partito, che si limiterà ad aderire. E sul tema caldissimo delle nuove nomine a RaiTre e al Tg3 che sta agitando il Pd preferisce non sbilanciarsi. Ma avverte: "Colpire l'attuale direttore, Paolo Ruffini, significa colpire la libertà della rete".

Dario Franceschini e Paolo Gentiloni
Dario Franceschini e Paolo Gentiloni
Libertà di stampa: nei giorni scorsi il segretario Dario Franceschini ha chiamato tutti alla mobilitazione. Il partito ha già qualcosa in programma?
"Come Pd, ci siamo detti disponibili a partecipare a una mobilitazione che ponga il problema. Che a noi sembra evidente e urgente. Noi aderiremo. A promuovere la manifestazione credo che saranno associazioni, forze culturali, sindacali, addetti ai lavoro. Non pernsiamo a una manifestazione di partito, ma all'adesione del Pd ad una mobilitazione più ampia".

Nomine a RaiTre e al Tg3: nel Pd riuscirà a farsi strada una posizione comune?
"Il Pd ha sempre avuto una posizione comune. C'è stato solo qualche dibattito sui giornali nel mese di agosto circa un rapporto tra le vicende Rai e quelle congressuali. Un rapporto che non esiste. Quello che ci preoccupa è essere in un paese in cui il presidente del Consiglio possiede buona parte della tv commerciale e punta a controllare del tutto la televisione pubblica. Una nazione dove il premier controllasse in modo ferreo Rai e Mediaset, cioè oltre l'80% degli ascolti televisivi, si ritroverebbe con una libertà d'informazione dimezzata. Per questo consideriamo che la minaccia di un attacco alla libertà della Terza rete sia una cosa grave e uno dei motivi che rendono necessaria la mobilitazione di cui parlavamo prima".

Giusto per essere più chiari: qual è la posizione unitaria del Pd sulle nomine a RaiTre e al Tg3? Bisogna confermare Antonio Di Bella al telegiornale e Paolo Ruffini alla rete?
"La posizione del Pd è che le nomine le decide il Consiglio di amministrazione della Rai. Il Partito Democratico è assolutamente contrario a ogni ipotesi di colpire la libertà della terza rete e delle trasmissioni che in questi anni, su quel canale, sono state libere e di successo".

Insomma, secondo lei Ruffini va confermato?
"Queste sono decisioni che prende il Cda Rai e non i partiti. Quello che sicuramente il Pd non accetterà mai, ed è uno dei motivi per cui si mobilita, è il tentativo di colpire, colpendo l'attuale direttore di RaiTre, la libertà della Terza rete che è una componente essenziale del pluralismo del servizio pubblico".

Pochi giorni fa c'è stato una novità ai vertici di Red Tv, canale satellitare che ha un legame con Red, l'associazione di Massimo D'Alema. E' arrivato Francesco Cundari, con l'incarico di direttore delle news. E' una notizia che riguarda anche il Partito democratico?
"Non credo".

Quindi Red Tv è una realtà totalmente estranea al Pd.
"Non è estranea... Ma non dipende certo dal Pd o dal suo responsabile Comunicazione. Sono scelte autonome di Red Tv".

Anche nell'ipotesi, paventata da qualcuno, di una maggiore caratterizzazione della rete sulle posizioni di D'Alema e della sua componente?
"Non è materia che riguardi il Pd o la mia responsabilità".

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