Boom de 'L'Infedele'/ Gad Lerner ad Affari: "La7 a De Benedetti o Montezemolo? Non accadrà. E ora aspetto Santoro e Fazio"
C'era una volta la tv di nicchia, una La7 sperduta nella parte bassa del telecomando, fra Italia 1 ed Mtv, dove si capitava il più delle volte per caso in fase di zapping compulsivo, incrociando magari i volti noti ma quasi dimenticati di Gad Lerner, Lilli Gruber, Antonello Piroso.
Poi è cambiato tutto. Complice l'arrivo di Enrico Mentana, il telepubblico si è accorto che sulla rete di Telecom Italia Media c'erano spazi, programmi, contenuti che su Rai e Mediaset erano ormai quasi introvabili, schiacciati fra tg minzoliniani, reality tamarreschi e plastici di Avetrana.
Così accade che oggi La7 sia sotto i riflettori per quello che fa ma anche per quello che potrebbe fare (arriva Santoro, anzi arriva Fazio, ma no forse arrivano tutti e due...), che il telegiornale di Mentana continui a sottrarre ascolti alle corazzate dell'informazione "di sistema" e che "L'Infedele" di Gad Lerner sia definitivamente uscito dalla nicchia e viaggi ormai attorno al 10% di share (9,6% per la puntata di lunedì dopo i referendum, ma anche 10,78% per quella che seguì i ballottaggi delle Amministrative, che vide la presenza del neosindaco di Milano Giuliano Pisapia).
"Siamo contenti, è il frutto di un lungo lavoro - commenta Gad Lerner con Affaritaliani - ma non ci montiamo la testa, torneremo a fare pure numeri più bassi. Del resto sono stato abituato anche a fare share dell' 'uno virgola' per cento..."
Certo, ma nel frattempo è cambiato il contesto ambientale: c'è una Rai sempre più "blindata" dal centrodestra e a La7 è arrivato Mentana. Da voi il pubblico trova sfoghi che non trova altrove... 
Gad Lerner
"Non parlerei di sfogo. Direi piuttosto che su La7 trovano lo spirito dei tempi, un linguaggio contemporaneo e soprattutto qualcosa di più banale ma necessario: le notizie. Che altrove non vengono date. Tutto qui".
Ma se come editore ti ritrovassi un De Benedetti, un Montezemolo o un Della Valle anche tu, come Mentana, ti sentiresti meno libero?
"Alcuni di questi nomi già figurano nell'elenco degli editori con cui ho lavorato. E direi proprio che il problema non si porrebbe. E soprattutto non accadrà: vedrai che resteremo con Telecom Italia".
Magari con Santoro e Fazio.
"Questo me lo auguro vivamente. E a questo punto posso dire che è anche probabile".
Stefano Fossati



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