Il futuro dei quotidiani/ Feltri: "Veneziani quasi sicuramente con me a Il Giornale. I cartacei? Non li compra più nessuno"
![]() Vittorio Feltri |
Sull'inno di Mameli la prima divisione: secondo Feltri "quando Bossi parla male dell'inno di Mameli non dice cose così strane. Ogni estate tira fuori delle questioncelle di questo tipo e ogni anno noi ci caschiamo. Sfido chiunque a sapere a memoria l'inno di Mameli e, soprattutto, a capirne il senso completo". Per Mughini, invece, "l'inno di Mameli è attualissimo e rappresenta molto bene l'Italia. Spero che prima o poi l'alleanza, invece che con la Lega, venga stretta nuovamente con l'Udc. Che c'è di male a essere di centro in un Paese come il nostro?".
La discussione è poi proseguita sulla crisi economica che sta colpendo duramente i quotidiani. Secondo Feltri "se c'è uno del Pd che compra Il Giornale o Libero non lo prendo a sberle, lo abbraccio. I giornali sono aziende, se non fanno quadrare i conti chiudono. Non c'è più nessuno che li compra. Non possiamo sottovalutare il mercato. E' il pubblico che decide della vita e della morte dei giornali e di qualsiasi altra espressione commerciale. Sono convinto che una ripresa economica porterà anche a una ripresa pubblicitaria. L'introito dato dalle vendite delle copie e quello dato dalle vendite pubblicitarie caratterizza il giornale".
"Il futuro dei quotidiani cartacei - ha continuato Feltri - sarà diverso dal loro passato. Grandi tirature ce le sogniamo, probabilmente ce le siamo sempre sognate; i giornali dovranno ridurre gli organici pletorici di oggi, non potranno più esserci 300-400 giornalisti, ma organici composti da pochi impiegati molto preparati e alcuni collaboratori esterni".



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