Giornali/ La stampa free punta sui periodici. I grandi magazine già tremano...
Paolo Bonanni, ex direttore di Max e GQ, dal prossimo numero firmerà MetroMag, il mensile di life&style edito dal quotidiano gratuito Metro. Un bel salto di qualità, diranno molti, per la quarantina di pagine che vengono distribuite mensilmente in maniera gratuita. Un sintomo di come anche gli editori più contemporanei non sappiano scovare nuovi talenti del giornalismo e finiscano per affidarsi ai grandi vecchi, che garantiscono affidabilità ma non portano innovazione, diranno altri.
Di fatto, però, mentre i conti della freepress ancora non tornano, gli editori di quotidiani gratuti differenziano: Metro col mensile, Leggo col settimanale Movida, distribuito la scorsa estate a Roma e Milano, City con gli speciali Winter e Summer e con l'acquisizione del mensile di tendenza Urban. Il che sta a dimostrare che c'è voglia di informazione su mode, modi, usi e costumi e che c'è spazio per pensare a investimenti in questo settore, con il mercato pubblicitario pronto a sostenere imprese del genere grazie all'effettivo riscontro di pubblico.
Ed ecco la vera novità: tutto questo è possibile grazie a una affezione dei lettori verso il prodotto. Chi riteneva che per stabilire un rapporto stabile, endemico e continuativo tra periodico e lettore servisse per forza l'edicola, faceva un'analisi errata. Sono infatti sempre più le persone che cercano nelle città il loro "mensile preferito" non nelle edicole ma nei punti di distribuzione gratuita.
Proprio qui, d'altronde, sta il salto di qualità: quando anche Milano, Napoli, Torino, Bari, Roma e le altre grandi città italiane seguiranno l'esempio di Londra & c., con agli angoli delle strade i distributori per la freepress (scatoloni ricoperti di pubblicità, tra l'altro...), la stampa gratuita potrà svoltare davvero.
Alessandro Rimassa



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