Fondi per l'editoria/ Siddi (Fnsi): "Milleproroghe penalizza radio e tv, la mobilitazione continua". Protestano anche le emittenti private
Bene il ripristino dei fondi per giornali no-profit, di partito o gestiti da cooperative ma una "chiara riserva per la proposizione dello stesso dramma dei tagli questa volta a carico di radio, tv e agenzie di settore e di giornali italiani all'estero". Ad esprimerla è il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi a margine della seduta conclusiva dei lavoeri del Congresso dell'Associazione siciliana della stampa in corso a Terme Vigliatore (Messina).
Sottolineando il risultato del ripristino dei fondi per l'editoria nel 'Milleproroghe', "frutto anche della grande mobilitazione sociale e sindacale'', Siddi sottolinea come la mobilitazione della Fnsi continuerà visto che "non si capisce e non si può accettare il fatto che per far fronte al giusto ripristino di contributi derivanti da obblighi di legge, si debbano ora far soffrire settori deboli ma significativi come la stampa per gli italiani all'estero, schiacciati come veri e propri vasi di coccio".
"Il sindacato dei giornalisti - ha aggiunto Siddi - non può accettare la logica da 'figli e figliastri' e tantomeno che si possa affermare una linea discriminatoria dell'intervento pubblico e continuera' la sua mobilitazione perche' vengano recuperati in altri provvedimenti i fondi oggi negati a radio, tv e stampa all'estero".
Dissenso anche dalle emittenti radiofoniche: Edoardo Montefusco, editore di Radio Dimensione Suono e presidente dell'associazione RNA (Radio Nazionali Associate), prende atto "dell’impossibilità tecnica di apportare, a questo punto, modifiche a quest’emendamento che sopprime, di fatto, il sostegno alle imprese radiofoniche nazionali d’informazione che non godono di alcun altro beneficio. La legge equipara le nostre testate a quelle dei quotidiani proprio per il valore e la qualità dell’informazione che sono capaci di esprimere".
E aggiunge: "Riteniamo che il taglio apportato sia frutto di un errore di valutazione che riduce inevitabilmente l’offerta informativa della radio e mette a forte rischio l’occupazione delle imprese nazionali già provate dal difficile momento di crisi generale e impegnate ad investire nelle nuove tecnologie digitali. Auspichiamo un urgente intervento legislativo che riequilibri il sistema, ripristini le agevolazioni e favorisca così un più efficiente e qualitativo pluralismo dell’informazione".



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