Festa dei pirati/ A Roma il 20 marzo la manifestazione del Partito pirata: "La proprietà intellettuale non ha senso nell'era di internet"

Venerdì, 12 marzo 2010 - 13:57:00

"Pirati" in festa per la libertà di internet: l'appuntamento è per sabato 20 marzo a Roma, al teatro Capranica a due passi da Montecitorio.
La "Festa dei pirati 2", annuncia la sezione italiana del Partito pirata, diffusosi a macchia d'olio in Europa dopo il clamoroso successo in Svezia, porterà "le voci e la gioia dei pirati direttamente nel cuore del potere, con un enorme potenziale in termini di provocazione mediatica. Si tratta di un'ottima occasione per mostrare all'Italia che il movimento per i diritti digitali, con tutte le sue mille sfaccettature e differenze, non e' una confraternita di carbonari, ma un'onda maggioritaria e inarrestabile".

Proprio a Roma è candidato alle regionali, nella lista di Sinistra ecologia libertà, Paolo Cocuroccia, trentunenne romano esponente del Partito pirata e sempre nella capitale si è tenuto nei giorni scorsi il primo "file sharing party" in Italia, iniziativa di disobbedienza contro il "crescente clima di censura e controllo" sul web: "Un pirata - era l'appello - non rimane mai indifferente: issa le vele e si prepara all'arrembaggio di tutte le forme di limitazione" come "l'approvazione dei ridicoli decreti Bondi e Romani".

Obiettivo della Festa di pirati è di evidenziare il valore innovativo, democratico ed economico delle pratiche di libero scambio dei prodotti culturali. Attualmente i due terzi del traffico internet a livello mondiale sono generati da protocolli peer-to-peer e ogni giorno milioni di cittadini si scambiano fra loro ogni tipo di file (musica, film, videogame, software) nel rifiuto dell'equazione "pirata=ladro".

In un momento in cui le istituzioni a livello internazionale cercano di arginare il fenomeno del file sharing con misure proibizioniste, la Festa dei pirati vuole offrire un nuovo punto di vista e "dimostrare che la difesa a oltranza della proprietà intellettuale, non solo è tecnicamente impossibile, ma incompatibile con il futuro della libera informazione e della creatività in rete".
Del 10 marzo è la ferma presa di posizione del Parlamento europeo, con 633 voti favorevoli, 13 contrari e 16 astenuti, contro il segretissimo negoziato Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), che si propone una nuova regolamentazione internazionale della proprietà intellettuale e del copyright. Oltre a chiedere alla Commissione Ue il massimo di trasparenza nella definizione del nuovo trattato, il Parlamento europeo conferma il no a ipotesi quali il 'three strikes', ovvero la disconnessione automatica da internet degli utenti sospettati di violazione del copyright dopo tre avvertimenti, oppure la perquisizione obbligatoria alle frontiere per lettori Mp3, computer e telefoni cellulari. Christian Engstrom, del Partito pirata svedese, ha sottolineato: "I cittadini europei sono furiosi, perché vedono i loro interessi e diritti prevaricati dagli interessi delle grandi industrie".

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