Caso Boffo/ Vittorio Feltri sentito per 50 minuti all'Ordine dei giornalisti della Lombardia: "Verificata la verità della notizia"
È durata circa cinquanta minuti l'audizione di Vittorio Feltri all'Ordine dei giornalisti della Lombardia, che ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del direttore de Il Giornale per gli articoli scritti prima su Libero e poi sul quotidiano di Paolo Berlusconi sull'ex direttore di Avvenire Dino Boffo. 
Vittorio Feltri
Secondo quanto si è appreso, Feltri ha risposto a tutte le domande rivoltegli dal Consiglio dell'ordine e dal presidente Letizia Gonzales. Prima prendere una decisione, il Consiglio ascolterà anche il giornalista de Il Giornale Gabriele Villa, autore di un articolo su Boffo, la cui audizione di Villa è prevista per il 3 marzo.
Feltri sarà sentito anche nell'ambito di un altro procedimento disciplinare, per un articolo su Gianfranco Fini nel quale scrisse di un dossier contro il presidente della Camera e contro uomini a lui vicini in merito a incontri con squillo in sedi istituzionali. Nessuna domanda, invece, riguardo a un terzo provvedimento disciplinare sul caso di Renato Farina che, nonostante fosse stato radiato dall'Ordine nazionale nel 2007, a continuato a scrivere sul quotidiano diretto da Feltri.
"Ho cercato di spiegare come sono andare le cose, cosa che ho fatto anche varie volte sul mio giornale. Ma non c'è nulla di nuovo rispetto a quello che ho scritto", ha detto Feltri al termine dell'audizione. E ha aggiunto: "Non sono stati fatti nomi nè nessuno mi ha chiesto nulla in merito. Ma è normale che non mi chiedano nulla. Perchè la mia fonte non è che mi ha rifilato una sola, mi ha dato una notizia vera. Basta controllare a Terni, poi se c'era qualche dettaglio che non era esatto lo abbiamo corretto in corso d'opera. La verità sostanziale della notizia è stata verificata ed è stata data. Non era neppure facile saperne di più perchè i fascicoli erano secretati. Che ci siano state delle imprecisioni siamo stati peraltro noi i primi a riconoscerlo nel momento in cui abbiamo fatto delle rettifiche sul Giornale. Peraltro nessuno mi ha chiesto di rivelare una fonte: tu una fonte la riveli nel momento in cui ti rifila una sola. Chi mi ha dato la notizia mi ha dato una notizia vera, che è la condanna per molestie".
A chi gli contestava il fatto che il documento non fosse una "informativa", Feltri ha risposto: "Quella è una sciochezza. È stata chiamata in mille modi. La verità è che è stata data a me, ma non solo a me ma anche a 180 vescovi, ed è sempre stata spacciata come il riassunto del contenuto degli atti secretati in cui ci sono un sacco di cose che però non si possono dire perchè sono secretate. Non contegono però alcuni particolari che invece nella informativa c'erano e quando io ho appreso che quei particolari erano inesatti li ho corretti sul Giornale".



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