Editoria/ Feltri attacca il direttore di Avvenire. E' polemica

Venerdì, 28 agosto 2009 - 11:17:00

Vittorio Feltri
Vittorio Feltri
Dura polemica del direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, nei confronti di Dino Boffo, direttore del quotidiano della Cei, Avvenire. L'intento di Feltri è quello di "smascherare" i cosiddetti "moralisti" che hanno attaccato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, su vicende di carattere privato. "Mai quanto nel presente periodo - scrive Feltri, nell'editoriale di prima pagina sul Giornale - si sono visti in azione tanti moralisti, molti dei quali, per non dire quasi tutti, sono sprovvisti di titoli idonei. Ed è venuto il momento di smascherarli. Dispiace, ma bisogna farlo affinché i cittadini sappiano da quale pulpito vengono certe prediche".

Feltri ritiene che "'Avvenire', quotidiano dei vescovi italiani", abbia "pure messo mano al piccone per recuperare materiale adatto a creare una piattaforma su cui costruire una campagna moralistica contro Silvio Berlusconi, accusato di condurre un'esistenza dissoluta in contrasto con l'etica richiesta a una persona che ricopra cariche istituzionali". 

Altissimi prelati in Vaticano non l'hanno affatto presa bene; e da stamattina stanno cercando di capire il "che fare" con Boffo e l'Avvenire. E' possibile far finta che non sia successo nulla o bisognerà procedere ad un ricambio di direzione al quotidiano della Cei? Tanto più che Ruini, grande sponsor di Boffo, da anni è fuori dai giochi che contano...
Feltri porta quindi l'attacco direttamente a Boffo, riferendosi a una presunta vicenda giudiziaria in cui il direttore del quotidiano della Cei sarebbe stato coinvolto. Per Feltri "resta il fatto che il direttore dell''Avvenire' non ha le carte in regola per lanciare anatemi furibondi contro altri peccatori, veri o presunti, e neanche per tirare le orecchie a Berlusconi. Il problema è che in campo sessuale ciascuno ha le sue debolezze ed è bene evitare di indagare su quelle del prossimo. Altrimenti succede di scoprire che il capo dei moralisti scatenati nel vituperare il capo del governo riveli di essere come quel bue che dava del cornuto all'asino".

IL PREMIER: MI DISSOCIO - Silvio Berlusconi ha diffuso una nota per prendere le distanze da Feltri: "Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti - ha detto il Cavaliere -. Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip che riguardavano la mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Per le stesse ragioni di principio non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire e me ne dissocio".

CEI, PIENA FIDUCIA AL DIRETTORE BOFFO - La Cei difende Dino Boffo. "In merito alle accuse sollevate oggi da un quotidiano - afferma una nota - si intende cnfermare piena fiducia al direttore di Avvenire, dott. Dino Boffo, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza".

AVVENIRE: CDR, TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE DA ‘GIORNALE’ E SUO EDITORE- ”Il plateale e ripugnante attacco a Dino Boffo sulla prima pagina de ‘Il Giornale’ di oggi e’ una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano, a cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l’indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi”. Lo scrive in un comunicato il Comitato di redazione del quotidiano della Cei Avvenire. Si tratta, prosegue il comunicato, di ”un attacco personale al direttore di Avvenire ma anche un attacco alla liberta’ di pensiero e di stampa: esprimendo piena e affettuosa solidarieta’ a Dino Boffo, la redazione tutta assicura che proseguira’ come al solito nel proprio lavoro di informazione puntuale dei lettori esercitando sempre e comunque il diritto di critica oltre a quello di cronaca”.

BOFFO, CONTRO ME KILLERAGGIO GIORNALISTICO - "Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro". Il direttore del  quotidiano Avvenire, Dino Boffo, risponde all'attacco nei suoi confronti mossogli da Il Giornale e dal suo direttore, Vittorio Feltri. "La lettura dei giornali di questa mattina - scrive Boffo - mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menu' del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente 'Il Giornale' di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avvallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda".

Un killeraggio, sostiene Boffo, "sul quale e' inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie. Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l'altro, si e' guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l'operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l'immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi una vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro". Boffo conclude: "Al direttore del Giornale ora l'onere di spiegare perche' una vicenda di fastidi telefonici consumata nell'inverno del 2001, e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata, la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia".

DI GIOVAN PAOLO (PD), CHI E' EDITORE GIORNALE? - "A Lupi, come altri nel Pdl che sono in buona fede, ricordo quale e' l'editore del Giornale. Feltri ha lasciato prima il Giornale e poi Libero per motivi molto pratici. Il Giornale e' da tempo un giornale di partito e i risultati si vedono tutti, come sostiene la linea oggi contro Avvenire e ieri contro Montanelli". Lo afferma il senatore del Pd, Roberto Di Giovan Paolo, segretario della commissione Affari europei, che aggiunge: ""A Lupi voglio ricordare che il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Capisco la sua buona fede, anche se l'ignavia in politica e' un peccato. In realta' tutto questo e' un gioco di palazzo, perche' le contestazioni vanno fatte quando le cose avvengono".

SOLIDARIETA' DA AIART A BOFFO - "Piena solidarietà al direttore di Avvenire Boffo e a tutta la redazione. Non ci sembra un caso il fatto che l'articolo del Giornale segua alcuni editoriali di Avvenire sulle vicende private del premier, vicende invece abilmente mascherate dal Tg1". Lo afferma il presidente dell'associazione di telespettatori cattolici Aiart Luca Borgomeo. "Si tratta di un vero killeraggio giornalistico, fatto da un quotidiano che si e' sempre distinto per parzialita' e un approccio alle notizie scandalistico", conclude Borgomeo.

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