Privacy su internet/ Fedoweb presenta un codice di autoregolamentazione. Ma Google non aderisce
di Viola Venturelli
Fedoweb (Federazione Operatori Digitale), che riunisce i maggiori editori, operatori TLC, i portali, Rai, Mediaset e molti altri attori della comunicazione ha preparato un codice di autoregolamentazione per la tutela della privacy su internet, settore in cui attualmente c'è un notevole vuoto normativo.
La proposta è al vaglio di tutte le associate che hanno due settimane di tempo per proporre le modifiche. Ai primi di marzo Elserino Piol, il presidente di Fedoweb che Affari Italiani ha incontrato al Forum della Comunicazione Digitale, sottoporrà al Garante della privacy la carta deontologica sottoscritta dai maggiori operatori delle comunicazioni in Italia.
Grande esclusa è Google, azienda che formalmente ha sede solo in Irlanda e non deve quindi sottostare alla legislazione italiana, ma che notoriamente raccoglie centinaia di dati personali dai suoi utenti registrati che poi utilizza per scopi commerciali oltre che per offrire prodotti e servizi.
Da parte sua Google, come spiega ad Affari Marco Pancini, European Policy Counsel Google Italia, non è interessata a un modello di regolamentazione che chieda alle aziende un'azione di autocensura; al contrario, lavora a livello europeo (per esempio nella commissione Internet Rights & Principles dell'Internet Governance Forum, organizzazione delle Nazioni Unite) per fornire ai suoi utenti strumenti di autotutela. Come Dashboard, applicazione che consente all'utente di controllare i servizi a cui è iscritto e i dati a disposizione di Google, con la possibilità di cancellarli o modificarli.
Nella disputa sulla privacy si confrontano due diverse filosofie, che forse andrebbero integrate anziché contrapposte: quella delle aziende e del Governo italiano, che si preoccupa di tutelare a posteriori il diritto alla privacy anche di chi, pur usando quotidianamente internet per necessità, va considerato 'analfabeta del web' e non è preparato ai rischi in cui incorre; e un modello di autoregolamentazione a priori, che però presuppone l’utilizzo del web da parte di un utente pienamente consapevole.



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