Fazio e Saviano mai più in Rai/ Il conduttore: "Il d.g. Lei non risponde, non farò più 'Vieni via con me' sulla tv pubblica. Ma sono pronto a riproporlo altrove"

Lunedì, 13 giugno 2011 - 09:10:00

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Fabio Fazio mette sul mercato "Vieni via con me", la trasmissione con Roberto Saviano campione di ascolti nella stagione televisiva che sta per concludersi. Lo ha annunciato lo stesso Fazio in una lettera a Repubblica, in cui descrive la situazione di stallo ed esprime preoccupazione per le "resistenze politiche" che impedirebbero di riproporre il programma sulla tv pubblica nella prossima stagione, dicendosi peraltro disponibile a "traslocare" altrove il progetto. La7 e Sky sono avvisati.

"Da oltre sei mesi - scrive Fazio - aspetto una decisione della Rai. Che cosa ha impedito o impedisce al precedente e all'attuale Direttore generale di rinnovare i contratti in scadenza di alcuni fra i protagonisti della tv pubblica? Nel mio caso, lo dico per sgombrare il campo da eventuali dubbi, l'accordo economico è stato immediatamente trovato, ma quello su cui accordo non può esserci è la rinuncia alle garanzie minime e indispensabili per continuare a svolgere il mio mestiere nello stesso identico modo in cui si è svolto sino ad oggi".

"Per questo - aggiunge - ho scritto l'altra sera d'impeto e di getto una lettera al direttore generale della Rai, Lorenza Lei, dalla quale non ho purtroppo ricevuto risposta. Il senso era quello di capire il perché, quale era e quale è il problema".
"Nella lettera che ho indirizzato al direttore generale, - spiega Fazio - riconoscevo senza alcuna difficoltà all'editore il diritto e il dovere di fare liberamente le proprie scelte ma chiedevo e torno a chiedere un atteggiamento leale. In tutti questi anni ho imparato che non si può fare tv contro la volontà del proprio Editore e se mai ce ne fosse stato bisogno l'esperienza di 'Vieni via con me' ha provveduto a ricordarmelo. L'indifferenza e l'ostilità da parte dell'azienda è stata evidente sin dal primo momento e solo la professionalità di un collaudato gruppo di lavoro e la tenacia di Rai Tre ci ha consentito di andare in onda e con quel risultato. Per questo ho deciso di non correre più un simile rischio professionale e per questo ho deciso che non sono più disponibile a ripetere l'esperienza di 'Vieni via con me' in questa Rai. Se altrove troverò le condizioni necessarie, l'entusiasmo e la condivisione del progetto, il pubblico potrà ritrovare presto me e Saviano di nuovo insieme".

BERSANI: "GLI AMMINISTRATORI INFEDELI PAGHERANNO DI TASCA LORO"
"Davanti a vicende come quella che oggi racconta Fabio Fazio c'è da trasecolare". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in una nota afferma: "Una vicenda che si aggiunge ad altre già avvenute o annunciate. Credo che davanti a personaggi che non sanno nemmeno che cosa significhi il valore del pluralismo o il rispetto per il pubblico valga ormai un solo argomento. Attenzione. Chi con perfetta cognizione di causa toglierà valore all'azienda pubblica che deve provvedere a promuovere e tutelare, pagherà di tasca propria. Lo prendo come impegno mio e del mio partito per oggi e per domani. E' tempo infatti di ricordare che l'amministrazione infedele di un patrimonio pubblico consuma il peggiore dei tradimenti. Il modo per garantire assieme pluralismo e risultati aziendali è aggiungere e non togliere; è questa in sostanza la ricetta di Fabio Fazio. Ed io sono d'accordo con lui".

IDV: "GRAVE DANNO PER LA RAI"
Fa eco a Bersani il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando: "Prima hanno mandato via Santoro, recordman di ascolti, ora ci provano con Fazio, Gabanelli e Dandini. La Rai, sotto dettato di palazzo Chigi, sta mandando via i migliori professionisti che fanno prodotti di qualità, con grave danno economico per l'azienda in termini di introiti pubblicitari e per i cittadini che saranno sempre meno informati. Il 'Berlusconi dipendente' Minzolini, invece, rimane al suo posto e il suo Tg1, con un crollo di ascolti vertiginoso, è il simbolo di un'azienda in gravi difficoltà e completa il disastroso quadro di un servizio che, definire ancora pubblico, sembra una provocazione".
E aggiunge: "Sono gli ultimi colpi di coda di un premier che non tollera la libertà d'informazione e i giornalisti con la schiena dritta. L'Italia dei Valori ha gia' presentato un esposto alla Corte dei Conti affinché le ingenti perdite economiche dell'azienda, dovute ad una gestione insensata e succube dei diktat di Berlusconi, siano pagate dai dirigenti".

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