Fastweb/ I legali dell'azienda: una cauzione per evitare il commissariamento
L'affidamento a un soggetto esterno della verifica delle procedure di controllo e responsabilità dell'azienda e l'accantonamento di una somma, come cauzione a garanzia della copertura dell'eventuale profitto illecito, per far fronte al danno subito dall'erario e che per la procura di Roma si aggirerebbe intorno ai 38 milioni di euro. Sono queste le proposte che i legali di Fastweb hanno sottoposto nei giorni scorsi all'attenzione dei pm in vista dell'udienza del 7 aprile, fissata davanti al gip Aldo Morgigni, per evitare l'ipotesi del commissariamento della società coinvolta assieme a Telecom Italia Sparkle e a 56 persone nell'indagine su un'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di due miliardi di euro.
Nel mirino degli inquirenti sono finite alcune operazioni di fatturazione per servizi inesistenti che hanno consentito di maturare un credito d'iva fittizio posto in essere dalle due società di telefonia tra il 2003 e il 2007. Fastweb, in particolare, ha affidato alla Pricewaterhouse il compito di verificare l'adeguatezza delle procedure di controllo interno allo schema previsto dalla legge 231 del 2001. Inoltre, i suoi legali si sono resi disponibili a fornire una cauzione anche se l'importo è ancora oggetto di analisi.
Nell'udienza a porte chiuse del 2 marzo scorso davanti al giudice l'azienda aveva proposto di commissariare il solo settore wholesale (quello in cui sarebbero stati effettuati gli illeciti) per una durata di 9 mesi.



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