Addio GeoCities, ucciso da Facebook
Con la chiusura di GeoCities, annunciata nelle scorse ore da Yahoo!, termina ufficialmente l'era del web 1.5, quello che dava voce agli utenti attraverso spazi "statici", ben delimitati e poco o per nulla interattivi.
A fine anni '90 GeoCities fu tra la prime compagnie a costruire comunità online, superando i 3,5 milioni di siti web degli utenti iscritti. Tanto che Yahoo!, che all'epoca era in fase di espansione come portale globale di servizi online a 360 gradi, decise di acquisirla sborsando poco meno di 40 miliardi di dollari. Erano i tempi del boom della new economy, operazioni di questo genere erano all'ordine del giorno, ma di certo Yahoo! conquistò una preda ambitissima in quel periodo.
Peccato che su internet i tempi cambino rapidamente, di pari passo con l'evoluzione delle tecnologie e dei gusti degli utenti. Con l'affermarsi del web 2.0, ovveron quello dei contenuti generati dagli utenti, Yahoo! e GeoCities non hanno saputo cavalcare le nuove esigenze dei navigatori che in Rete cercavano - e cercano - spazi sempre più interattivi e gestibili liberamente. Così, alla rapida ascesa dei social network come Facebook e MySpace (che contano rispettivamente oltre 200 milioni e 150 milioni di utenti) ha coinciso con il declino di GeoCities. Tanto che il portale guidato da Carol Bartz, impegnato in questi mesi in una complessa ristrutturazione, non ha esitato a sacrificare lo storico brand dell'internet 1.5 per tagliare un costo ormai inutile.
Un brand, quello di GeoCities, destinato al museo (virtuale) delle "vecchie glorie" del web: chissà se qualcuno, fra dieci anni, se ne ricorderà ancora...



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















