Per gli italiani il computer è una droga
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Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 800 persone che possiedono un Pc e navigano sul web, di età compresa tra i 20 e i 75 anni.
Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap, ha dichiarato: "Analizzando le risposte degli intervistati si ha la sensazione di trovarsi di fronte a persone completamente dipendenti dal Pc, a drogati di computer che non si ritengono tali".
Prosegue la psicoterapeuta: "E' come parlare con degli adolescenti di quanto sia dannoso fumare gli spinelli o bere alcol. I ragazzi rispondono che possono smettere quando vogliono e che poi non fa male. Chi passa ore davanti al Pc pensa che non ci sia il pericolo della dipendenza, che non siano in agguato disturbi e addirittura danni cerebrali".
La Vinciguerra avverte: "L'overdose di chat, social network, Sms, email può generare comportamenti ossessivi, ansia e depressione". Gli americani hanno coniato il termine co-rumination per indicare la necessità ossessiva di condividere o rendere noto ogni nostro movimento o pensiero, ogni nostra esperienza.
Quindi cosa si può fare per arginare il pericolo? Il consiglio è scontato: "Bisogna controllare la nostra permanenza quotidiana davanti al computer e anche quella dei nostri figli. Impariamo a concederci un giorno sabbatico, al di fuori del mondo tecnologico: spegniamo i computer e i telefonini e cerchiamo di gustarci ogni momento trascorso con le persone reali alle quali vogliamo bene".
Nonostante le belle parole della dottoressa, ad alcuni di noi i risultati di questo sondaggio sono parsi per lo meno discutibili: affermare che per 7 italiani su 10 il Pc sia una droga ci sembra una boiata pazzesca, per dirla alla Fantozzi. Saremo drogati anche noi? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti qui sotto.



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