L'etica giornalistica? Ormai è marketing
di Silvio Ceci
Un appiattimento (assenza di analisi e altro) da parte dei media che, secondo il prof. Adriano Fabris, hanno perso soprattutto "dignità e credibilità". Per il filosofo della Normale di Pisa l'etica giornalistica è utilizzata ormai come "marchio di garanzia per fini di marketing". Essi scambiano, aggiunge, l'opinione pubblica con il sentire comune della gente. E ai lettori forniscono "pronta cassa" le loro opinioni. Un giornalista però, a differenza del pubblicitario - termina impietoso Fabris - non ha nulla da vendere; tanto meno determinate idee". Da quando poi esistono i sondaggisti (prezzolati dai loro committenti, gaudenti per i numeri taroccati), l'analisi del voto reale non è più di questa terra di carta (stampata). A iniziare dai professorini della politica à la carte, appunto, che da almeno vent'anni non azzeccano un pronostico. Che so? Una previsione di massima sulle pagine dei giornalini posseduti dalla Gotta dei poteri marci.
Il pensiero va soprattutto ai vari (e avariati) Galli Della Loggia e Panebianco del Corriere della Sera. E ai loro nipotini distratti che, quotidianamente, stendono la "nota politica". Il vecchio e caro pastone. Un genere giornalistico sopravvissuto ormai soltanto nelle nostre redazioni, a corto d'idee e ahimè di copie.
Tralasciamo per carità di patria e con il pensiero rivolto a Norberto Bobbio, di menzionare le prose azzurrognole dell'Emilio Fede di via Solferino, il liberale Pier Pier Ostellino. Stiamo riferendoci a molte delle teste mielesche che avevano parlato di "Rivoluzione italiana" dopo la "strage" giudiziaria di Mani pulite. E soltanto ora, dopo aver fiutato che il Tirannosauro Silvio è alla canna del gas, cominciano a chiedersi perché i berluscones non si siano ribellati al loro Capo.
Forse ignorando che quando eravamo - sempre secondo la politologia corrente (alterata) -, un "paese anomalo" c'erano, nel bene come nel male, i partiti. E si votava con la proporzionale. Nonché esprimere i propri parlamentari anche attraverso le preferenze.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















