Estendere la Robin Tax alle telecomunicazioni? Colpirebbe il settore produttivo
Di Raffaele Ranucci, senatore Pd e vice presidente della Commissione Lavori Pubblici, Comunicazioni
Sull'ipotesi di estendere la Robin Tax alle telecomunicazioni bisogna fare grande attenzione ed essere molto cauti. Le telecomunicazioni sono un settore produttivo, a cui non si possono richiedere ulteriori sforzi dopo le ingenti richieste gia' fatte dal governo per l'asta gara frequenze e la creazione della rete di nuova generazione.
Inoltre, l'allargamento della Robin Tax al comparto delle telecomunicazioni significherebbe colpire un settore che in questi anni ha operato al fine di una concreta riduzione dei prezzi e di un incremento della concorrenza tutto a vantaggio dei consumatori, in piu' si rischierebbe di andare incontro a una forte riduzione degli investimenti e a probabili ricadute occupazionali. La Robin Tax applicata alle tlc non sarebbe comprensibile da nessun punto di vista, in particolare in questo momento di crisi di quasi tutti i settori produttivi.
La scelta del governo di distribuire le frequenze secondo il criterio del beauty contest, regalando di fatto un bene pubblico di alto valore, e' un errore, oltre che un danno per il nostro Paese sarebbe invece molto piu' opportuno provvedere all'assegnazione delle frequenze tramite un'asta al rilancio che porterebbe nelle casse dello Stato un introito stimato di circa 2,5 miliardi.



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