Gruppo Espresso/ Marco Benedetto lascia dopo 24 anni. E nei corridoi di Repubblica ed Espresso già circola una domanda: "E adesso che cosa succede?"
Marco Benedetto lascia il gruppo L’Espresso, dopo 24 anni. Da tempo circolavano voci su una possibile uscita del manager storico del gruppo editoriale, di cui è amministratore delegato dal 1992. Benedetto, nato a Genova nel 1945, all’Espresso dal 1984, in precedenza ha maturato esperienze giornalistiche, prima in un quotidiano locale, poi all’agenzia Ansa di Genova e Londra: è stato capo ufficio stampa della Fiat e amministratore delegato dell’Editrice La Stampa di Torino. È nel consiglio d’amministrazione dell’agenzia Ansa. 
Carlo De Benedetti
L’uscita di scena di Benedetto nasce anche dalla decisione di Carlo de Benedetti di dividere in due la Cir, da una parte i redditizi business industriali (in particolare l’energia) e dall’altra l’editoria. Il figlio Rodolfo gestirà le attività più ricche, mentre per la parte giornali e stampa l’Ingegnere non ha ancora individuato un sostituto. Il riassetto del gruppo L’Espresso dovrebbe concludersi a gennaio 2009, dopo essere passato al vaglio dell’assemblea dei soci a metà ottobre. Il posto di Marco Benedetto sarà preso da Monica Mondardini, Cfo di Generali in Spagna e in precedenza manager di Fabbri, Hachette e Europe Assistance. Benedetto potrebbe restare all'Espresso come consulente.
E proprio nell'ottica del riassetto del gruppo, non sembra casuale che un uomo come Benedetto, che per molti anni ha legato le sue sorti allo sviluppo delle testate Espresso, venga sostituito da un manager che per formazione e curriculum ha una vocazione prettamente finanziaria. In molti, infatti, tra gli addetti ai lavori si attendono un intervento incisivo, se non drastico, sulla struttura aziendale, in modo da tagliare costi e attività poco produttive. Del resto l'ultima semestrale ha fornito risultanze per nulla confortanti: ricavi giù del 3,3% e utili addirittura giù del 26%. E in prospettiva non va dimenticato che Rodolfo De Benedetti, figlio dell'Ingegnere, in una recente intervista ha messo in evidenza che Google è la più importante società di comunicazione del momento. Come dire che nel medio periodo il gruppo potrà passare attraverso una vera e propria rivoluzione, un ribaltone del business, probabilmente a favore delle attività new media, senza dubbio vitali, ma ancora minoritarie nel fatturato globale.
E l'analisi finanziaria sul futuro del gruppo Espresso sembra trovare un parallelo nel sentiment di molti tra i dipendenti della società guidata dall'Ingegnere. La notizia dell'avvicendamento al vertice, infatti, non era attesa, almeno dal personale, con questi tempi e modalità, e questa mattina è arrivata un po' come un fulmine a ciel sereno (si fa per dire sereno...) sulle scrivanie del giornalisti del gruppo editoriale. Tra i corridoi, nelle chiacchiere davanti alla macchina del caffè la sorpresa mista a preoccupazione è palpabile e diffusa. Sono in molti a chiedersi, non senza qualche ansia: e adesso che succede?



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