Eretici digitali/ Zambardino e Russo, un Manifesto e un libro per demolire il vecchio giornalismo

Sabato, 28 novembre 2009 - 15:05:00

copertina eretici digitali
La copertina del libro
"Rileggere i rapporti tra rete e media con un approccio 'eretico', che tradisca alcuni dogmi. Una duplice eresia – dei chierici del giornalismo e dei cittadini della rete – che crei il nuovo racconto dei media".
E' l'obiettivo  - senza dubbio ambizioso - del progetto "Eretici digitali": un blog, un manifesto e - dal 2 dicembre - un libro dietro il quale si ritrovano due nomi ben conosciuti del giornalismo online della prima ora: Vittorio Zambardino e Massimo Russo. Che "da 15 anni si sporcano le mani con il web", e che oggi, in piena crisi dei giornali tradizionali, hanno l'obiettivo di rileggere i rapporti tra Rete e media con un approccio “eretico”, che tradisca alcuni dogmi.

"I media sono in crisi - si legge nel loro 'Manifesto degli eretici - ma la rete rischia di sparire come luogo di libera comunicazione. Il giornalismo, che serve per la democrazia, rischia di affondare. La nuova opinione pubblica fa fatica a comprendere i rischi cui è sottoposta la libertà di espressione".
La soluzione? "Tre generi di dogmi - dicono Zambardino o Russo - hanno urgente bisogno di essere demoliti:
a. quelli del potere, che tende a legittimare solo il 'racconto' dei media che gli sia mimesi e consenso
b. quelli della corporazione, che scambia il supporto, la carta, con la natura del giornalismo
c. l’apologetica del digitale che preconizza la nascita di una società virtuosa perché tecnologica e si affida alle 'piattaforme', raccontando di uno sviluppo senza conflitti e buono in sé".

Questi i dieci punti del "Manifesto", che rappresentano i dieci capitoli del libro "Eretici digitali":
I. I media sono in crisi. Ma forse non vale la pena di esultare
II. La mistica dell’innovazione ha molti lati oscuri
III. L’ossessione securitaria della politica e la libertà d’accesso fatta a fette
IV. I nuovi intermediari sono potenti
V. Le piattaforme di gestione della pubblicità sono opache
VI. Il tubo non è neutrale
VII. L’habeas corpus va esteso all’habeas data
VIII. Il populismo digitale è già qui
IX. Il reboot del giornalismo
X. La proprietà pubblica del racconto, dei racconti: la libertà della rete

Clicca qui per leggere in anteprima le conclusioni del libro (formato pdf)

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