I grandi gruppi editoriali rimettono in sesto i conti (Sole 24 Ore a parte). Ma non ci si può limitare al taglio dei costi
L'Espresso, Rcs, Mondadori. Grandi gruppi editoriali che, dopo avere vissuto la fase critica del comparto, negli ultimi bilanci mostrano decisi segnali di ripresa. Manca all'appello il Sole 24 Ore, dove l'a.d. Donatella Treu sembra non avere ancora trovato il bandolo della matassa dopo avere (malamente) gestito l'uscita di Gianni Riotta dal quotidiano confindustriale.
Quello che si legge nei numeri dei grandi editori, fra margini operativi, entrate e uscite, indica però che, ad oggi, i conti sono stati rimessi in sesto lavorando prevalentemente, quando non esclusivamente, sul taglio dei costi: meno personale, meno copie diffuse gratuitamente, meno carta, meno spese di distribuzione. Cosa buona e giusta, s'intende: di fronte a una grave crisi l'intervento sui costi è il primo da operare per ridurre sprechi e rami secchi. Di certo, però, non si può tagliare all'infinito. La seconda fase è necessariamente quella dell'investimento sullo sviluppo di nuove iniziative vincenti, e qui francamente ancora poco si vede nelle strategie dei vari Perricone, Mondardini, Costa. Manager tostissimi sulla gestione dei bilanci, ma non proprio focalizzati (soprattutto i primi due) sull'innovazione in tema di prodotti editoriali.
Così, se Repubblica e Corriere online tentennano ancora fra il "tutto gratis" e la tentazione del modello premium a pagamento, per il resto il comparto tenta la strada di qualche application per iPad legata ai periodici e della trasformazione dei libri in ebook. Modelli che ripropongono in forma elettronica gli stessi prodotti stampati. Ma innovazione vuol dire ben altro: tablet e smartphone (per non parlare del "vecchio" personal computer) hanno potenzialità decisamente più elevate. Nell'era in cui i device multimediali consentono di "tagliarci su misura" qualsiasi contenuto, perché limitarci a scaricare un'application per sfogliare un settimanale come se fosse ancora legato ai vincoli insuperabili della carta? Si può fare (molto) di più...



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