Le vendite a picco, l'adv in fuga: l'editoria cartacea terremotata come Haiti
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E l'Abruzzina, appuntamento quotidiano generalmente godibile, descrive una catastrofe e somiglia a un bollettino di guerra. Una specie di Haiti dell'editoria di carta, che brucia rischiando di trasformarsi presto in cenere. Una strage di giornali cartacei e, di conseguenza, di organici redazionali e di aziende, testate e divisioni editoriali. Tutto crolla, in edicola, nulla si salva (salvo Vittorio Feltri) dal grande Corrierone nazionale al severo e specializzato Sole24Ore ai piccoli cartacei gratutiti, che sembravano il fenomeno editoriale del secolo.
E scappa la pubblicità, che sui periodici fa addirittura meno 30. Mentre solo internet mantiene il segno più, tra i comparti. Come a dire: qualsiasi progetto editoriale che partisse oggi partirebbe con il segno meno, con l'eccezione del web.
Che dire? Che se di morte si tratta, è una morte annunciata quella dei giornali cartacei. Era già tutto chiaro sin dalla metà degli anni '90. Bastava leggere Negroponte di Essere digitali. O il Libro delle Reti di Andrea Aparo, edito dall'AdnKronos Libri di Bruno Pellegrini sin dal maggio del '95. Chi voleva capire poteva capirlo, come accadde a noi di Affaritaliani.it che, avuta la "fortuna" di fare un salto in avanti di 20 anni e di scoprire come sarebbe stata l'editoria del terzo millennio, tornammo indietro, gettammo al macero vecchie abitudini professionali e coazioni a ripetere e ci lanciammo nell'avventura faticosissima della costruzione del primo quotidiano digitale, il giornale della Rete.
Ora che i fatti ci danno ragione lo diciamo con orgoglio (anche se ci spiace per tanti colleghi): ma noi l'avevamo previsto, l'avevamo detto, ne avevamo dato testimonianza concreta. Forse se si fosse intervenuti per tempo non saremmo a quell'emergenza di oggi, che si legge scorrendo la terrificante newsletter di Abruzzo.
Ma chi ha sbagliato? Gravi le colpe di manager editoriali incapaci, di editori impuri disinteressati al core business e preoccupati di usare i giornali solo per fare i loro interessi e il lavoro di lobbing, di direttori immarcescibili e intercambiabili, poco innovativi, del tutto privi di autonomia e preoccupati delle loro carriere e delle loro relazioni, giornalisti chiusi sulla difensiva e inutilmente piagnoni e corporativi nelle loro ritualità sindacali.
Per fronteggiare la crisi in questi quindici anni dalla nascita di internet ci hanno nascosto i dati e hanno fatto i bilanci con i collaterali, intasando le nostre case di libri e Dvd. Ora non sanno che pesci prendere. E chiedono soldi pubblici, misure di sostegno e leggi speciali. Ma andate tutti a casa, verrebbe di dire, se non fosse per la solidarietà alla categoria.
Testo in: http://www.francoabruzzo.it/
I dati di diffusione dei quotidiani - Dalla newsletter di Francoabruzzo.it
Diffusione dei quotidiani nel dicembre 2009 rispetto al dicembre 2008: tracollo del Corsera e del Sole 24 Ore, avanza Repubblica, Feltri fa boom, mentre Belpietro va male.
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Dic.2009 Dic.2008 var.%
E-Polis 499.500, 497.160, 0%
Corriere della Sera 485.203, 578.879, -16,2
la Repubblica 479.805, 460.574, + 4,2
La Stampa 291.000, 297.400, -2,2
Gazzetta dello Sport 289.481, 329.263, -12,1
Il Sole 24 Ore 263.803, 324.221, -18,6
Il Messaggero 186.800, 190.000, -1,7
Il Giornale 186.655, 167.791, 11,2
Avvenire 105.405, 103.315, 2,0
Libero 102.866, 115.908, -11,3
Il Secolo XIX 85.184, 91.956, -7,4
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/
Dati Ads (settembre 2009)
Editoria/ Corsera -11% in un anno, Repubblica -16%: continua il crollo della diffusione della stampa italiana.
Quotidiani, settimanali e mensili: tutti i numeri testata per testata.
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/
OSSERVATORIO
STAMPA FCP
del novembre 2009: la pubblicità sui quotidiani cala un po’ di meno…
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/
E' CRISI ANCORA GRAVE.
PUBBLICITÀ. NIELSEN: -15.6% INVESTIMENTI GENNAIO-OTTOBRE (-12.6% per la TV, -13.2% per la RADIO, -23,2 per la stampa, -18,6% per i QUOTIDIANI, -29,1% per i PERIODICI, -28,8 per la FREE-PRESS e +4.7% PER INTERNET)
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/
Allarme. Situazione grave. Giornali di partito con l’acqua alla gola: appello bipartisan. Interessate 90 aziende.
A rischio 4mila posti.
FNSI: RIPRISTINARE DIRITTO SOGGETTIVO. SENZA DI ESSO CONTRIBUTI INCERTI. GOVERNO INSERISCA NORMA IN DL SVILUPPO. FILIERA CARTA A GOVERNO: URGENTI MISURE SOSTEGNO. NON RINVIABILI DETASSAZIONE UTILI E CREDITO D'IMPOSTA SU CARTA.
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Testo in http://www.francoabruzzo.it/
Free press: chiuse 33 testate nel 2009. Come nel 2008.
La diffusione totale dei giornali gratuiti è scesa del 12%, calando dai 43 milioni di copie della fine del 2008 ai 37 milioni di copie di quest’anno.
Da Francoabruzzo.it



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