Editoria in crisi/ Rcs, conti in rosso. Tagli per 200 milioni
Con queste fondamentali premesse, lo schema di interventi elaborato punta a definire, oltre alla prosecuzione delle misure gia' avviate nella seconda parte del 2008, una struttura dei costi che possa essere sostenibile con il forte decremento dei ricavi, puntando a raggiungere nell'anno a
regime, ed anche in assenza di ripresa dei ricavi, quel livello di marginalita' dal quale sviluppare adeguate risorse per i nuovi modelli di business ed una sempre maggiore valorizzazione delle proprie testate e delle attività di Gruppo. Le misure, strutturali e permanenti, riguarderanno
trasversalmente tutte le societa' del Gruppo (ad esclusione di Dada), sia in Italia sia all'estero, per una manovra complessiva superiore a 200 milioni di euro, comprensivi di tutte le voci rilevanti, inclusa quella relativa al costo del lavoro. Si stima che il piano, che sara' attivato fin da subito, possa produrre compiutamente i suoi effetti definitivi, in assenza - ovviamente - di ulteriori
deterioramenti della situazione di mercato e di fatti al momento non prevedibili, nell'arco ipotizzabile di 24 mesi. Gli oneri straordinari connessi alla sua attuazione graveranno in massima parte sull'esercizio in corso, che, pertanto, vedra' un risultato significativamente negativo, mentre l'esercizio 2010 potra' gia' beneficiare di gran parte degli effetti attesi.
Tornando ai dati del primo trimestre l'ebitda e' negativo per 11,6 milioni (+14,2 milioni al 31 marzo 2008) e comprende 10,8 milioni di proventi non ricorrenti. L'impatto della flessione dei ricavi sull'ebitda e' attenuato da una riduzione del 12,8% dei costi, realizzata anche attraverso le
azioni di recupero di efficienza avviate nel corso del 2008 e all'inizio del 2009. Il risultato operativo e' negativo per 35,6 milioni (-10,1 milioni nel primo trimestre 2008), riflette la variazione
dell'EBITDA. Ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni rimangono sostanzialmente in linea con il pari periodo 2008. Gli oneri finanziari netti scendono da 13,9 a 10,7 milioni, in particolare grazie al decremento dei tassi di interesse, rispetto al primo trimestre 2008. Per il momento non sarebbe prevista la richiesta dello stato di crisi, ma si stimano una novantina di esuberi al Corriere della Sera (il 25% della redazione, in cui lavorano attualmente 361 persone), da tagliare entro aprile 2010 attraverso prepensionamenti e cassa integrazione. Inoltre dovrebbero essere chiuse nel giro di pochi mesi diverse testate di Rcs Periodici (si parla fra l'altro della fusione dei collaterali Corriere Magazine e Io Donna).



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