Consob e pubblicità finanziaria/ Editori senza transparency
di Tito Boeri e Roberto Ceredi
(da Lavoce.info)
In questi giorni si è consumato un fatto molto grave nel silenzio totale di quotidiani come Il Sole 24Ore e delle principali reti televisive. Ne vogliamo dare notizia ai lettori sperando che i siti indipendenti, le radio e i giornalisti liberi ne diano notizia. La posta in gioco è molto importante. Comporta la riconquista da parte degli editori di giornali (segnatamente quelli economici, oggi più volte invitati dal Governo a fornire un’immagine tranquillizzante della crisi) di un business temporaneamente perduto del valore di circa 50 milioni di euro e la delegittimazione delle autorità indipendenti e in particolare di coloro che, fra i quattro commissari Consob, si sono trovati in rotta di collisione con il loro presidente. Ma vediamo i fatti.
IL COMUNICATO ESOTERICO
Un sorprendente comunicato stampa ha annunciato venerdì 26 giugno che “Il Consiglio dei Ministri ha respinto [oggi] le dimissioni del Presidente della Consob, dottor Lamberto Cardia, presentate a seguito della riscontrata impossibilità di fare adeguare le determinazioni della Commissione alla unanime volontà espressa dal Parlamento in merito alle norme di attuazione della direttiva europea sulla trasparenza societaria”. Sorprendente perché le dimissioni di Cardia non erano note neanche ai commissari della Consob e sul sito dell’Autorità vigilante e regolamentatrice della trasparenza non ne appare traccia. Sorprendente anche perché le motivazioni delle dimissioni e della fiducia “confermata” a Cardia “esprimendo apprezzamento per il suo operato, in particolare per il suo atteggiamento di rispetto istituzionale verso il Legislatore” risultano del tutto incomprensibili a chi legge il comunicato. Per capire cosa è successo occorre fare un passo indietro, tornare a un fatto di cui avevamo (in grande solitudine) dato notizia su questo sito.



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