Editoria/ Centinaia di tagli in arrivo da Rcs a La Stampa, da Repubblica a Mondadori passando per Dnews
Un vero bollettino di guerra, quello che emerge dal mondo dell'editoria italiana. I caduti in battaglia, tanto per cambiare, sono i giornalisti che si trovano a pagare le strategie "all'ingrasso" portate avanti dagli editori negli scorsi anni.
Ai 90 tagli che, stando ai rumors provenienti da via Rizzoli, Rcs vorrebbe operare al Corsera (e agli altrettanti che riguarderebbero la divisione periodici) , si aggiungono quelli che - per stessa ammissione di Carlo De Benedetti - si stanno studiando a Repubblica (circa una settantina, secondo i bene informati), ma anche quelli, un sessantina, che La Stampa inizierà ad attuare già quest'estate.
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Il bollettino non risparmia neanche Mondadori, che - sempre secondo Italia Oggi - si prepara ad accedere alle procedure previste dalla legge 416 e al fondo di 20 milioni stanziato dal Governo per il settore: tra pensionamenti, prepensionamenti e altri tagli si arriverebbe a una riduzione di 80 giornalisti fra i periodici, e non è esclusa la chiusura (o la cessione) di qualche testata.
Non si salva nemmeno la free press, con Dnews - il quotidiano fondato e diretto dai fratelli Cipriani dopo l'uscita da E Polis - che si trova a fare i conti con bilanci in rosso: facile prevedere una ristrutturazione che potrebbe determinare pesanti tagli. Stessa situazione, fra i quotidiani sportivi, per Tuttosport, il cui editore ha messo a punto un piano che prevede il taglio del 34% della redazione per risanare la difficile situazione finanziaria. Un piano definito "irricevibile" dai giornalisti.
Nubi nere anche sulle agenzie di stampa: la redazione di Apcom è in sciopero per protestare contro il taglio di 30 giornalisti sui 90 deciso dopo il passaggio sotto il controllo del Gruppo Abete, già proprietario dell’Asca. E intanto si parla di possibile stato di crisi per l'Agi, controllata dall'Eni, dove potrebbero essere tagliati una quindicina di redattori su un totale di oltre un centinaio.



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