Editoria/ Rivoluzione a Rcs MediaGroup. Perricone punta sui bit
Il consiglio di amministrazione di Rcs ha approvato all'unanimità le linee guida di un piano che prevede l'ulteriore sviluppo dei business e dei ricavi digitali. In un contesto di mercato che sta evidenziando un rallentamento non solo delle diffusioni ma anche della raccolta pubblicitaria dei media, mentre il business digitale - naturale evoluzione per l'editoria tradizionale - mostra un importante sviluppo in termini sia di audience sia di ricavi, Rcs MediaGroup ha definito, si legge in una nota, le linee guida di un piano che coinvolge tutte le aree del gruppo e si pone l'obiettivo dell'accelerazione della crescita dei ricavi nel mercato digitale preservando e sviluppando il valore dei brand tradizionali del gruppo.
Sono state individuate, in particolare, quattro aree strategiche di sviluppo per le attività digitali: business editoria, classified, contenuti non editoriali (musica, ecc.) e piattaforme di advertising. Interessante è proprio il focus sui contenuti non editoriali, che fino ad ora hanno avuto poco spazio all'interno del gruppo (salvo le iniziative, non particolarmente rilevanti) nel campo della musica effettuate attraverso la controllata Dada. In prospetiva si apre un'opzione che potrebbe portare il gruppo a investire sull'e-commerce di musica, film e altri contenuti. Gli effetti del Piano - la cui implementazione richiederà investimenti in competenze, marketing e piattaforme tecnologiche - in relazione al budget 2009 e al piano industriale in vigore saranno presentati all'esame del consiglio di amministrazione della società che si terrà nel prossimo mese di dicembre.
"Si tratta di una mossa importante e largamente annunciata. - ha dichiarato ad Affari Stefania Forti di Dresdner Bank - Tuttavia i contenuti della svolta editoriale restano ancora vaghi. Aspettiamo il cda di dicembre per avere informazioni più precise. E' probabile però che nel prossimo futuro il gruppo dovendo puntare sui nuovi media e sull'area dei quotidiani, decida di dirottare risorse da aree in cui non ha una posizione di leader sul mercato, come il settore dei libri e quello dei magazine".



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