Editoria/ Successi e fallimenti di Claudio Velardi

Venerdì, 3 ottobre 2008 - 11:00:00

Lei vede la tv? No. Le persone normali non guardano la televisione. Mi pare che il tentativo non abbia futuro da un punto di vista del mezzo. Un'idea interessante per D'Alema sarebbe aprire un blog, uno strumento dinamico e interattivo per parlare davvero con la gente… Ho l'impressione invece che la sinistra crei questi progetti ogni volta che perde le elezioni, e quanto più perde, tanti più ne fa". Così Claudio Velardi al Foglio dello scorso 1 agosto.

L’assessore al Turismo della Regione Campania, sempre in quei giorni, dai microfoni di Radio 24, definiva “bolliti” D’Alema e Veltroni, in contrapposizione in quei giorni con i rispettivi progetti televisivi Red Tv e You Dem Tv.

Se predicava bene, Velardi, non è facile prevederlo. Di certo razzolava male visto che proprio in quei giorni la sua ultima creatura editoriale – guarda caso, proprio una tv – iniziava la suo lento declino e che l’assessore di Bassolino, fondatore, editore e presidente del cda di Sherpatv, esattamente in quelle ore metteva in liquidazione la propria società televisiva, nata nel luglio del 2006: una web tv dedicata alle istituzioni, con l’obiettivo “di rispondere efficacemente alle nuove esigenze di selezione e organizzazione delle informazioni a carattere politico e istituzionale” attraverso raccolta di documentazione, materiale video, agenda istituzionale.

Un esperimento che, a differenza del Riformista – altra impresa editoriale fondata da Velardi, poi venduta agli editori Angelucci all’inizio del 2006 e valutata allora circa 18 milioni di euro – non è andato come sperato. Velardi sulla carta è stato direttore responsabile di Sherpa fino al marzo 2008, quando a guidare la redazione arriva una vecchia conoscenza dell’ex-spin doctor di D’Alema: Gianfranco Teotino, già con Velardi all’Unità e, successivamente, al Riformista.

Di fatto però nella redazione di Sherpa si sono succedute diverse figure nel corso dei suoi oltre due anni di vita: prima Andrea Pancani, de La7, ancora oggi consulente editoriale, poi – per la parte televisiva – Gregorio Paolini, che andrà via dopo poche settimane in disaccordo con Velardi, e ancora, nel settembre 2007, Lorenzo Ottolenghi, uomo vicino a Lucia Annunziata, che coordinerà il lavoro della redazione per appena un mese prima di andare in Rai come portavoce di Claudio Cappon.

Un alternarsi di direzioni e di progetti editoriali che però non consentono a Velardi di trovare il bandolo della matassa. La sua creatura resta un ibrido e non riesce mai a trovare sbocchi sul mercato. L’impresa, strettamente collegata alla società madre fondata da Velardi, Reti, società di lobbing sempre con sede a Palazzo Grazioli, dunque, non va: dopo due anni di attività, insomma, arriva la resa con la nomina a commissario liquidatore di uno dei due storici soci di Velardi, Massimo Micucci (l’altro è Antonio Napoli).

Ai dodici dipendenti (otto giornalisti e quattro poligrafici), di punto in bianco, viene comunicato che il debito accumulato è di un milione e 200mila euro. E pertanto Velardi decide di chiudere. O meglio, decide di chiedere l’assistenza dello Stato.

Fuori subito tutti cinque giornalisti a tempo determinato, tranne i tre in scadenza a dicembre, e via con la richiesta di assistenza pubblica con denaro pubblico. Per i tre giornalisti a tempo indeterminato (i due caporedattori Maddalena Loy, ex addetta stampa al Parlamento europeo, e Lucilla Parlato, ex-Mediaset, e il redattore ordinario Gaia Carretta, ex-portavoce di Di Pietro) e per i quattro dipendenti non giornalisti, Velardi - invece di provvedere di tasca propria a liquidazioni e spettanze varie come da loro richiesto - chiede la cassa integrazione, quell’assistenza da parte dello Stato che lui tanto contesta nel suo nuovo ruolo di politico, pur dichiarando che la società non ha alcuna prospettiva di prosecuzione in futuro.

Intanto, nella speranza che le casse del ministero guidato da Maurizio Sacconi, quello del Lavoro, possano assumersi l’onere del fallimento dell’assessore (che a inizio mandato aveva dichiarato di voler devolvere il suo stipendio da politico in beneficenza), giornalisti e personale non giornalistico non percepiscono stipendi da due mesi, pur continuando a lavorare nella sede al piano terra di Palazzo Grazioli.

Meno rumorosamente, sempre subito dopo l’impegno politico di Velardi, si è sciolta un’altra società collegata al gruppo Reti, la milanese Just Communication, società di comunicazione interna ed esterna rivolta alle imprese, che vantava tra i suoi clienti Poste Italiane, Eni, Provincia di Milano e la stessa Regione Campania. Problemi anche per Running, la società di comunicazione e formazione politica sempre fondata da Velardi che, pur annunciando 5 corsi di formazione nel prossimo autunno, ha debiti nei confronti dei vari professionisti che nelle scorse stagioni hanno tenuto i loro corsi di formazione, per svariate migliaia di euro.

Non se la passa meglio la stessa Reti, che ha perso negli ultimi mesi clienti come Fastweb e nella quale Velardi continua a svolgere un ruolo attivo – nonostante le premesse a inizio mandato in Regione, quando aveva garantito che avrebbe mollato ogni impegno non istituzionale – come si evince dalla sua agenda settimanale, sempre pubblicata sul suo blog. Ma se è vera crisi quella delle società targate Velardi o no è tutto da vedere visto che nel marzo 2007, Reti dichiarava 20 milioni di fatturato, grazie anche alla collaborazione con Sircana&Partners (la società dell’ex-portavoce di Prodi, Silvio Sircana) e all’ingresso nei mercati asiatici, come documentato da Italiaoggi proprio allora in questo pezzo: http://community.webeehive.com/kickapps/_Reti-SpaVelardi-e-le-PR-di-stato/blog/51406/20930.html

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
Calcioscommesse/ Severino, grave da stroncare con decisione
Siria/ Pentagono se diplomazia fallisce pronto intervento militare
Calcioscommesse/ Conte, mia assoluta estraneita' a fatti
Calcioscommesse/ Agnelli, Conte resta nostro allenatore
Fisco/ 730, piu' tempo per esibire documentazione
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso